Bonus bebè 2014, Fondo nuovi nati: il governo Letta nella Legge di stabilità ha confermato lo stanziamento di nuove risorse (ben 30 milioni di euro) per le famiglie con figli, ma la confusione è tanta: in che modo i neogenitori potranno beneficiare di tali fondi? Cerchiamo di fare un po' di chiarezza.

Come funziona il Fondo di credito per i nuovi nati

Da ormai diversi anni è istituito il Fondo di credito per i nuovi nati, nella forma di un fondo di garanzia per l'erogazione di prestiti agevolati alle famiglie con figli appena nati o adottati. Regolamentato dal Decreto legge n. 185/2008 - art. 4, comma 1 e 1bis, esso opera attraverso il rilascio di garanzie alle banche e agli intermediari finanziari.

Le famiglie, ad oggi, possono vedersi concessi prestiti fino a 5 mila euro, che dovranno poi restituire in 5 anni a tassi agevolati. In particolare, le banche aderenti si impegnano ad applicare un Taeg che non sia superiore al 50% del tasso effettivo globale medio sui prestiti personali in vigore al momento in cui il prestito è erogato.

La scadenza per la richiesta del prestito è fissata entro il 30 giugno dell'anno successivo alla nascita o all'adozione del figlio/della figlia. Moltissimi gli istituti di credito aderenti: l'elenco completo è disponibile sul sito dell'Abi o sul sito ufficiale dell'iniziativa, www.fondonuovinati.it.

Ora ci si chiede: il governo nel prossimo futuro vorrà dare nuova linfa a questa tipologia di Fondo di credito o trovare nuove misure di sostegno alle famiglie con i figli? E che fine farà il Bonus bebè 2013, il famoso voucher per le mamme lavoratrici? Vediamolo insieme.

Voucher per le mamme lavoratrici: un'idea accantonata?

Sembra che il Bonus Bebè 2013 sia destinato a non avere un seguito. La misura, ricordiamo, consisteva nell'erogazione dall'Inps alla neomamma di un contributo di 300 euro mensili, da utilizzarsi per il pagamento della baby sitter o del'asilo nido (pubblico o privato), per un periodo massimo di 6 mesi. Condizione fondamentale era che la madre tornasse al lavoro.

Bonus bebè 2014: da prestiti agevolati a contributi a fondo perduto?

Ma anche la formula del prestito agevolato, in vigore dal 2008, non sembra aver riscosso successo: a testimoniarlo è in primo luogo il netto calo delle richieste, evidenziatosi soprattutto nell'ultima parte del 2013, in secondo luogo i 22 milioni della dotazione iniziale che al momento giacciono ancora inutilizzati.

E' lo stesso Dipartimento Politiche per la famiglia, inoltre, a sottolineare l'inefficacia della misura: "Per le sue modalità di funzionamento e per le necessarie garanzie di solvibilità comunque richieste dalle banche, il Fondo finisce col non favorire proprio quelle famiglie che, versando in condizioni di maggiori difficoltà economica, maggiormente subiscono le conseguenze della crisi".

Appare dunque molto probabile che il governo Letta decida, nell'anno appena iniziato, di modificare radicalmente il funzionamento del Fondo nuovi nati. Secondo le ipotesi ventilate finora, si va nella direzione di un contributo a fondo perduto a favore delle famiglie più povere. L'esecutivo ha affermato di essere all'opera per stabilire criteri, regole e requisiti Isee.