Crollano i prestiti al settore privato e non finanziario del nostro paese: è quanto diffuso da Bankitalia stamane all'interno del consueto bollettino.

In linea generale si contraggono i prestiti delle banche su base annua del 4,3% (il tasso era stato del 3,7% a ottobre); a soffrire in particolare il settore dei prestiti alle imprese dove il crollo è enorme: 6% (4,9% a ottobre). Più attenuato il calo per le famiglie che si ferma all'1,5% (1,3% a ottobre).

Dal bollettino della Banca D'Italia arriva anche il dato sulle sofferenze dei prestiti che scende lievemente al 22,8% (a ottobre era stato del 22,9%).

Migliora, invece, il tasso di crescita dei depositi del settore privato che a ottobre si era fermato al 5,4% e che adesso passa invece al 6,1% su base annua. Diminuiscono poi i tassi di interesse sui mutui dello 0,04% - come si legge sempre sul bollettino della Banca d'Italia - che passano così al 3,86%. Fermo al mese precedente il tasso complessivo sui depositi 'in essere' allo 0,99%.

Immediato il commento della CGIA di Mestre, che già qualche giorno fa aveva segnalato come le aziende italiane versino un numero eccessivo di imposte: "Continuano a diminuire i prestiti erogati dalle banche alle imprese del NordEst. Tra il mese di ottobre del 2013 (ultimo dato disponibile) e lo stesso mese del 2012, la riduzione complessiva è stata pari a 6,6 miliardi di euro". La contrazione, secondo l'istituto veneto, ha visto penalizzati sopratutto gli imprenditori di Trieste: -8% e quelli di Rovigo e Trento: -6%.

Giuseppe Bortolussi - segretario CGIA Mestre - in una dichiarazione precisa: "Ormai siamo scivolati in un circolo vizioso. Da un lato, le banche hanno chiuso i rubinetti del credito anche perchè è in calo la domanda, dall'altro, chi ha ricevuto gli impieghi non è in grado di restituirli secondo gli accordi presi, facendo lievitare le insolvenze. In questo gioco perverso, a rimetterci sono sopratutto le piccole imprese che hanno un potere negoziale con il sistema creditizio molto contenuto".

Nel frattempo arriva anche un altro dato: è quello del prezzo delle abitazioni acquistate dalle famiglie che è sceso del 5,3% su base annua e del 1,2% rispetto al trimestre precedente. La flessione congiunturale - nota l'ISTAT sulla base di alcune stime preliminari - sarebbe doppia rispetto al trimestre precedente. Al calo, fa sapere ancora l'istituto di statistica, hanno contribuito sia le nuove abitazioni che quelle già esistenti.