La Banca Don Rizzo, noto istituto di credito siciliano che da sempre si è distinta a favore di iniziative che abbiano una connotazione anche sociale, ha da poco incrementato la propria offerta introducendo prestiti mirati alla formazione di quegli studenti che, pur mostrandosi particolarmente meritevoli, non hanno i mezzi finanziari necessari a portare a termine la propria formazione.

Sostenere questi ragazzi significa dare a loro un'opportunità di lavoro migliore ma anche assicurare al Paese le necessarie eccellenze di cui lo stesso ha bisogno qualora considerasse i giovani le vere risorse per il futuro e volesse realmente investire in ricerca e sviluppo. Tali prestiti saranno riservati a specifiche categorie di studenti le quali devono possedere tutti i seguenti requisiti:

  • un'età compresa fra i 18 e i 40 anni;
  • una posizione regolarizzata per quanto concerne le tasse pagate prima della richiesta del prestito;
  • un voto di almeno 75/100 alla maturità qualora lo studente frequenti un corso di laurea triennale;
  • un voto di almeno 100/110 se lo studente è iscritto ad un corso di laurea specialistico;
  • un voto di almeno 100/110 al corso di laurea triennale o magistrale qualora lo studente frequenti un master di primo o di secondo livello;
  • un voto di almeno 100/110 qualora lo studente sia iscritto ad un corso di specializzazione successivo al conseguimento della laurea magistrale a ciclo unico della facoltà di medicina e chirurgia.

L'importo massimo erogabile, per ogni richiesta di prestito è fissata a 3000 euro per gli studenti che frequentano corsi all'interno della regione Sicilia e a 5000 euro per tutti gli altri studenti. Naturalmente il richiedente ha la possibilità, negli anni successivi, di richiedere ulteriori prestiti la cui somma cumulata non può eccedere il tetto dei 25000 euro.

Terminati gli studi o in caso di interruzione degli stessi, il richiedente dovrà provvedere alla restituzione delle somme ricevute o in contanti oppure attraverso un piano di rimborso che potrà prevedere rate fino ad un massimo di 60 mesi.