Tra le varie misure, la legge di stabilità ha rifinanziato con 30 milioni di euro il Fondo di Credito per i nuovi nati. Ma di cosa si tratta? Il Fondo è attivo da diversi anni al fine di garantire l'accesso al credito a famiglie con un nuovo figlio, nato o adottato, attraverso il rilascio di garanzie alle banche e agli intermediari finanziari (Decreto legge n. 185/2008 - art. 4, comma 1 e 1bis).

Le famiglie, ad oggi, hanno la possibilità di richiedere prestiti fino ad un importo massimo di 5 mila euro, da restituire entro 5 anni a tassi agevolati. Nel dettaglio, gli istituti e gli intermediari aderenti si impegnano ad applicare un Taeg che non sia superiore al 50% del tasso effettivo globale medio sui prestiti personali in vigore al momento in cui il prestito è erogato.

Molti gli istituti di credito aderenti: l'elenco completo è consultabile sul sito ufficiale dell'iniziativa, www.fondonuovinati.it, o sul portale dell'Associazione Bancaria Italiana, www.abi.it.

Nuovo Bonus bebè 2014: prestiti o contributi a fondo perduto?

La notizia è che dall'anno prossimo, e contando sulle nuove risorse stanziate nella legge di stabilità, il Fondo nuovi nati potrebbe cambiare volto: non più un fondo di garanzie sui prestiti, ma un nuovo strumento per erogare contributi a fondo perduto alle famiglie con figli in difficoltà economica.

Il dibattito è aperto: in molti, infatti, considerano il Fondo attuale un mezzo flop, considerato il netto calo delle richieste (evidenziatosi soprattutto nell'ultima parte del 2013) e i 22 milioni della dotazione iniziale non ancora utilizzati.

Critiche allo strumento arrivano anche dallo stesso Dipartimento Politiche per la famiglia: "Per le sue modalità di funzionamento e per le necessarie garanzie di solvibilità comunque richieste dalle banche - spiega il Dipartimento -, il Fondo finisce col non favorire proprio quelle famiglie che, versando in condizioni di maggiori difficoltà economica, maggiormente subiscono le conseguenze della crisi".

Probabile, quindi, che l'esecutivo decida di rivederne il funzionamento per l'anno prossimo. Al momento, in ogni caso, non ci sono notizie certe: l'emendamento al ddl stabilità afferma che i criteri per l'erogazione dei contributi saranno stabiliti mediante decreto del presidente del Consiglio. Il governo dichiara di essere già al lavoro per stabilire regole e requisiti Isee.