Detto anche "prestito peer-to-peer", il social lending rappresenta una nuova forma di credito al consumo capace di mettere in contatto diretto domanda ed offerta tramite l'utilizzo di apposite piattaforme online; l'idea alla base del concetto di social lending (o prestito sociale) è quella di creare un ambiente virtuale adatto allo scambio di danaro tra privati, un vero e proprio mercato di finanziatori e finanziati che prendono accordi sulla concessione e restituzione di credito al netto del pagamento di un certo ammontare di interessi.

Evidentemente l'incontro tra un creditore e un beneficiario viene mediato da un sito internet in grado di garantire, tramite una o più banche, il credito oggetto di scambio sulle proprie piattaforme, così da rendere ogni transazione sicura; creditore e contraente beneficiano di reciproci vantaggi, dato che l'uno individua velocemente soggetti cui prestare il proprio denaro (è il richiedente a contattare il creditore) e l'altro ha a che fare con tassi di resa meno onerosi rispetto a quelli riscontrabili sul mercato bancario.

Dal canto suo il sito che intermedia intasca delle commissioni, in parte versate da chi richiede il prestito (l'ammontare oscilla tra lo 0,5 e il 2%) in parte da chi presta il proprio denaro (solitamente l'1% delle somme prestate).

Le condizioni di reciproco vantaggio cui vanno incontro prestatore e beneficiario hanno contribuito a rendere questa forma di prestito assolutamente diffusa in molti paesi europei, specialmente quelli anglosassoni, mentre in Italia il fenomeno del social lending sta riprendendo piede soltanto di recente dopo essere stato a lungo ostracizzato da banche e finanziarie, evidentemente interessate al fatto che il proprio impero economico non crolli.

La forma di prestito personale e occasionale tra due privati nella quale in ultima analisi si sostanzia il social lending è tra l'altro assolutamente legale, in quanto prevista dal contratto di mutuo definito dall'art. 1813 del codice civile; il mutuo è nello specifico il contratto col quale una parte consegna all'altra una determinata quantità di danaro e l'altra si obbliga a restituirla. Perché il contratto sia valido deve riportare data di erogazione del finanziamento, tipologia di prestito, generalità delle due parti, importo, tasso di interesse applicato, modalità di restituzione ed ogni altra eventuale condizione idonea a regolare il rapporto tra le parti.

Stando al parere di esperti e addetti ai lavori questa forma di prestito "social" si svilupperà molto rapidamente negli anni a venire; i dubbi principali non risiedono tanto nella bontà del meccanismo di funzionamento del social lending, quanto nella possibilità che banche e finanziarie assistano inermi allo sviluppo di un sistema che potrebbe incrinarne la propria stessa sopravvivenza. Solo il tempo potrà fornire risposte convincenti.