Prestiti in calo e tassi d'interesse alle stelle: è questa l'istantanea scattata dall'ultimo report mensile pubblicato dalla Banca d'Italia e stando al quale il crollo dei prestiti ai privati si è stabilizzato su un - 3,5%. Il decremento rilevato ha eguagliato quello di agosto, ma nei precedenti sei mesi il dato rilevato toccava anche quota - 4/-5%.

In dettaglio i prestiti alle famiglie sono diminuiti dell'1,1%, mentre quelli erogati alle società non finanziarie sono scesi del 4,2%; i dati, impietosi, mostrano un sistema creditizio bloccato ed incapace di destinare al settore privato quelle risorse che sarebbero invece indispensabili per avviare una parvenza di ripresa economica.

Ad aggravare il quadro l'aumento esponenziale dei tassi di interesse applicati ai prestiti; in dettaglio, i tassi di interesse, comprensivi delle spese accessorie, sui finanziamenti accordati dal sistema bancario alle famiglie per l'acquisto di nuove abitazioni sono risultati pari, nel mese di ottobre, al 3,97%, mentre quelli applicati alle nuove erogazioni di credito al consumo hanno toccato quota 9,52%.

I tassi di resa applicati invece alle società non finanziarie su importi massimi di 1 milione di euro sono risultati pari al 4,34%, mentre "quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia sono stati rilevati al 2,98%" recita una nota diffusa da Palazzo Koch.

Più volte negli scorsi mesi Mario Drghi, Presidente della Bce, ha esortato gli istituti di credito italiani ad allentare la stretta creditizia concedendo erogazioni con maggiore elasticità; il richiamo del numero uno Bce era tra l'altro giustificato dai lauti finanziamenti accordati dallo stesso organismo europeo alle banche italiane, ma a giudicare dagli ultimi dati e soprattutto dal trend rilevato, pare che ogni monito sia caduto nel vuoto.