In questi anni i consumatori italiani per fronteggiare le crisi economica e la forte pressione fiscale che ha raggiunto il 40%, si sono rivolti ai vari Istituti di credito per ottenere un prestito personale. Purtroppo a causa della prolungata crisi economica e della precarietà lavorativa non hanno potuto rimborsare regolarmente la rata mensile stabilita in sede contrattuale e sono stati iscritti al Crif-Centrale di Rischio Finanziario.

La normativa italiana vigente permette ai protestati o cattivi pagatori che hanno rimborsato il finanziamento erogato dai vari Istituti di credito, la cancellazione dal Crif, il sistema che raccoglie i dati provenienti da banche e società finanziarie. Per aggiornare i dati basta rivolgersi semplicemente all'Istituto di credito che ha effettuato la segnalazione oppure direttamente al SIC.

Infatti, la cancellazione avviene automaticamente e gratuitamente dopo che sono trascorsi i periodi di tempo definiti per legge, ossia, dopo un anno di regolarizzazione per un massimo di due rate non pagate e senza ritardi successivi, e dopo due anni nel caso di pagamenti ritardati di due o più rate senza ulteriori ritardi, e non è possibile effettuare la cancellazione in anticipo salvo la presenza di eventuali inesattezze.

Inoltre la cancellazione dei dati riguarda solo i dati positivi, ovvero i dati sui finanziamenti che si sono regolarizzati. Cancellare questi dati è un diritto gratuito, anche se spesso non conviene poiché i vari Istituti di credito valutano positivamente attraverso il censimento nel SIC, la possibilità di aver ripagato il finanziamento.

Tutti gli interessati possono consultare il sito online del Crif per ottenere gratuitamente le informazioni sulla propria posizione creditizia, oppure possono rivolgersi all'Autorità Garante per la protezione dei dati personali.