La richiesta di prestiti su pegno è in aumento anche in Italia soprattutto da quando ad offrire questo servizio sono anche gli istituti di credito. Il prestito su pegno non è una novità. I nostri nonni raccontano che già ai loro tempi usavano "impegnare" ori, immobili o effetti personali in cambio di liquidità. Indubbiamente si ha qualche remora ad associare la parola "pegno" ai prestiti in denaro, prima perché evoca immagini di periodi di crisi e poi perché si ha sempre la sensazione che sia poco dignitoso mostrare al mondo di versare in difficoltà tali da essere costretti a impegnare i propri beni.

In realtà le cose oggi non stanno più così. Certo, la crisi economica è la stessa di allora, ma oggi si hanno più tutele: il prestito su pegno è disciplinato dalle leggi vigenti che garantiscono sia il richiedente sia il finanziatore. In altri Paesi europei e anche d'oltre oceano come gli Stati Uniti, la pratica del prestito sul pegno è affermata già da molto tempo. In Italia il fenomeno comincia ad aumentare in modo consistente, complice la mole di licenziamenti degli ultimi tempi. Infatti, questa tipologia di prestiti permette anche a chi non ha una regolare busta paga di accedere rapidamente al credito. A queste nuove esigenze di mercato si stanno adeguando sempre più istituti bancari che non hanno più difficoltà ad accettare beni materiali come garanzia.

Come funzionano i prestiti su pegno? Intanto, sono accordati solo per cifre che non superino i 3mila euro e possono essere richiesto da tutti i maggiorenni. Non servono requisiti particolari oltre ai documenti d'identità personale e la certificazione del valore del bene che s'intende impegnare. L'importo erogato rispecchia il valore del bene e la durata di questi prestiti non supera i dodici mesi. L'iter burocratico è semplice: servono solo i tempi tecnici per accertare la provenienza legittima del bene e per la stipula della polizza pegno al portatore, una garanzia che permette al richiedente di riscattare il bene una volta estinto il debito.

Alcuni istituti di credito italiani che erogano prestiti su pegno:

  • Unicredit che eroga un prestito su pegno con un TAN fisso a 10,40%. La durata del prestito varia secondo l'importo prestato.
  • Gruppo Banca Carige che accetta in pegno per oggetti di valore valutati dai periti della banca stessa. Il prestito erogato è inferiore ai 4/5 del valore del bene. Gli interessi sono calcolati in base al valore del prestito. Si parte dal 4% per somme fino a 77,47 euro, e si arriva al 10% se si superano i 258,23 euro.
  • Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli, del gruppo Monte dei Paschi di Siena, che accetta pegni in oro per la durata di sei mesi. Il suo tasso d'interesse è dell'8,50% per operazioni fino a 250 euro e del 9% per importi superiori.