Il prestito ipotecario vitalizio permette ai proprietari di una casa, che hanno più di 65 anni di età, di convertire una parte del valore della casa in danaro. La liquidità verrà ottenuta a fronte dell'iscrizione di un'ipoteca sull'abitazione, che farà da garanzia del prestito. Condizione per la quale sia concesso il prestito, è che questi siano immobili non residenziali o che non siano situati in zone sismiche.

Il prestito ipotecario vitalizio può essere assimilato ad un mutuo a medio-lungo termine. In questo caso si potrà recuperare la liquidità senza dover rimborsare il capitale, spese e relativi interessi. Tutto ciò fino a quando il contraente è in vita.

Prestito ipotecario vitalizio, le condizioni

In base all'età del richiedente, si otterrà una cifra differente. Essa varia tra il 20% e il 50% del valore dell'immobile. Chi contrae il debito resta in possesso dell'abitazione sino alla sua morte, ma non potrà mettere in vendita l'immobile.

Il rimborso del prestito avverrà in un'unica soluzione e comprenderà l'importo, le spese, il capitale e gli interessi; esso spetta agli eredi, che hanno tempo un anno per restituire la cifra, così da togliere l'ipoteca che grava sull'immobile.

L'abitazione potrà essere venduta oppure si potrà lasciare la casa alla banca mutuataria, che restituirà agli eredi solo l'eventuale eccedenza.

Gli interessi del prestito ipotecario vitalizio vengono eccezionalmente calcolati con la pratica dell'anatocismo che, semplificando, permette di percepire gli interessi sugli interessi già maturati.

L'Abi, nella persona del suo direttore generale, Giovanni Sabatini, ha recentemente proposto una norma che consenta agli anziani con più di 65 anni di ottenere un prestito dalla banca, dando in garanzia parte del valore della propria casa. Il vantaggio, secondo l'Abi, è quello di non perdere l'immobile.