Sostenere famiglie e imprese in difficoltà a causa della crisi economica, facilitandone l'accesso al credito: questo l'obiettivo del "prestito della speranza" promosso dalla Caritas. Lanciata nel 2009, l'iniziativa ha già portato diversi frutti tangibili in tutto il paese.

Di cosa si tratta? Il prestito della speranza è una forma di microcredito sociale nata dall'intesa tra la Conferenza Episcopale italiana, Associazione Bancaria Italiana e la Caritas Nazionale: grazie ad un fondo straordinario di garanzia istituito dalla Cei con una dotazione di 30 milioni di euro, le famiglie e le persone che versano in condizioni di vulnerabilità economica e sociale possono ottenere finanziamenti per la vita quotidiana o per l'avviamento di una nuova impresa.

In particolare, sono ammissibili alla garanzia del fondo due tipologie diverse di prestito:

  • prestiti alle famiglie, di importo non superiore a 6 mila euro.
  • prestiti per l'attivazione di attività artigianale o imprenditoriale, per un valore massimo di 25 mila euro.

Il Taeg applicato ai finanziamenti del primo tipo (credito sociale) non potrà essere superiore al 4,00%. Nel secondo caso, il tasso del microcredito all'impresa sarà equivalente al Taeg medio della categoria pubblicato da Bankitalia scontato del min. 30%.

Il piano di rimborso, per ciascun finanziamento, decorre trascorsi 12 mesi dalla delibera e può avere durata non superiore ai 5 anni. Requisiti e riferimenti per avere maggiori informazioni sono disponibili sul sito internet ufficiale www.prestitodellasperanza.it.

Negli ultimi giorni, il quotidiano La Sicilia ha pubblicato un interessante articolo che mostra alcuni esempi virtuosi: le prime imprese nate grazie al microcredito e alla sinergia tra banche, Cna e Caritas. Prendendo in considerazione, come esempio, la singola provincia di Caltanissetta, dal 2009 sono stati finanziati 46 progetti imprenditoriali: dal parrucchiere alla caffetteria, dal ferramenta al centro estetico, passando per autolavaggi e pescherie.