Il Crif (Centrale rischi finanziari) pubblica i dati sulle richieste negli ultimi mesi di prestiti da parte delle famiglie italiane: solo a settembre c'è stato un calo del 10,9% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Un trend negativo che, se confrontato con gli anni precedenti, si è andato man mano consolidando.

Infatti da un'indagine pubblicata dal Crif stesso, la banca dati che gestisce il Sistema di Informazioni Creditizie EURISC e che raccoglie tutti i dati trasmessi da tutti gli istituti di credito concernente i finanziamenti erogati o richiesti, appare chiaro che le famiglie italiane hanno smesso di chiedere prestiti (siano essi prestiti personali o prestiti finalizzati) con la facilità con la quale li richiedevano fino a qualche tempo fa.

Il mancato accesso al credito, dunque, non riguarda solo le imprese che continuano a chiudere facendo aumentare il tasso di disoccupazione, ma anche le famiglie. L'Italia quindi scivola sempre di più in una recessione che al momento appare ancora di livello consistente. Crollano i consumi, l'economia è al palo e calano vertiginosamente anche le richieste di prestiti. La disoccupazione che aumenta, l'economia che stenta a ripartire, le difficoltà oggettive in cui versano molte famiglie, rendono più cauti sia chi vorrebbe richiedere un prestito, sia chi lo dovrebbe concedere. La sfiducia in un cambiamento in positivo fa aumentare nell'eventuale richiedente la paura di non riuscire a onorare il debito contratto; e il rischio che l'utente non riesca a far fronte agli impegni, inevitabilmente finisce per innalzare le richieste di garanzie da parte degli istituti di credito che erogano i prestiti.

Si entra così in quel circolo vizioso che ha portato a un calo del 3,3% di richiesta di prestiti nei primi nove mesi del 2013 rispetto ai primi nove mesi del 2012. Calo che diventa del 24,2% se confrontato con i primi tre trimestri del 2007, cioè prima che la crisi che ha coinvolto l'intera economia mondiale assumesse i contorni drammatici di oggi.

Spiega ancora il Crif che nel nostro Paese ci sono ancora troppi segnali di fragilità. La disoccupazione porta a uno stallo dell'economia che non induce all'ottimismo e il calo dei prestiti, paradossalmente, diventa un indicatore di quanta poca fiducia ripone il popolo italiano in una ripresa in tempi brevi. E, oggi, a peggiorare la situazione ci sono anche i dati del Barometro Crif sulla domanda di prestiti da parte delle famiglie, che acuiscono il senso di impotenza e di sconforto.