La prolungata crisi economica, la preoccupante disoccupazione al 40% e la forte pressione fiscale hanno portato i consumatori e lavoratori italiani a rivolgersi sempre più spesso agli istituti di credito per ottenere un finanziamento sia per le proprie esigenze personali, sia per le proprie attività lavorative.

Un dato preoccupante arriva da un'analisi condotta dal sistema Euristic del Crif-Centrale di Rischio finanziario, che ha mostrato un incremento su base annua del 3,5% a settembre 2013 di richieste di prestiti dalle PMI e del 2,3% richieste da imprese individuali; il direttore Simone Capecchi ha dichiarato che le PMI, nonostante questa difficile fase economica, non hanno mai smesso di rivolgersi alle società finanziarie.

Il direttore sale e marketing del CRIF ha sottolineato che negli ultimi anni sono aumentate le richieste dei prestiti, che spesso vengono utilizzate soprattutto per finanziare le attività personali: "Nello specifico, il trend rilevato nel terzo trimestre dell'anno mette in evidenza come le imprese italiane non abbiano assolutamente smesso di rivolgersi alle aziende di credito nemmeno in questa difficile fase del ciclo economico".

Inoltre l'aumento delle richieste di finanziamenti del 3,5% ha permesso di valutare lo stato economico delle PMI italiane e la fiducia nei confronti del futuro: "L'andamento della domanda di credito rappresenta un indicatore di straordinaria efficacia per valutare lo stato di salute delle imprese e il loro livello di fiducia nei confronti del futuro".