I finanziamenti europei, con la nuova programmazione dal 2014 al 2020, in Italia saranno accompagnati dal cofinanziamento nazionale tramite la quota di compartecipazione che è stata fissata, con uno stanziamento nella Legge di Stabilità 2013-2015, in ben 24 miliardi di euro.

Queste risorse andranno così ad aggiungersi agli altri fondi Ue strutturali che ammontano a quasi 30 miliardi di euro. Rispetto al passato l'Italia per i prossimi sette anni ha il dovere ed anche l'onere di andare a sfruttare al meglio ed al massimo i fondi Ue 2014-2020 visto che sono gli unici certi per poter investire in progetti legati alla mobilità, all'energia e, in generale, per la modernizzazione e la coesione territoriale del Paese.

Complessivamente le risorse per le politiche di coesione territoriale sfiorano però i 110 miliardi di euro dal 2014 al 2020. Questo perché, sempre attraverso la Legge di Stabilità 2013-2015, il Governo guidato dal Premier Enrico Letta ha stanziato per le infrastrutture 54,8 miliardi di euro riconducibili all'ex Fondo Fas, ovverosia il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. L'80% di queste risorse è inoltre destinato alle Regioni del Mezzogiorno.

E sempre per il Sud, dal 2014 all'anno 2016, la Legge di Stabilità 2013-2015 fissa anche uno stanziamento di 300 milioni di euro quale misura di rifinaziamento del Fondo per i contratti di sviluppo. E 335 milioni di euro per il solo anno 2014 vanno invece al Fondo Anas per effettuare la manutenzione straordinaria delle strade.