Il finanziamento a tasso zero viene spesso offerto a coloro che devono acquistare un auto o un bene durevole per incentivare l'acquisto e per rilanciare i mercati duramente colpiti dalla crisi economica.

Se un cliente, quindi, richiede un finanziamento di 10.000 euro da rimborsare in 60 mesi, quello che avrà corrisposto all'estinzione del prestito saranno quindi 10.000 euro. Nel finanziamento a tasso zero non ci sono infatti interessi da corrispondere, che nella maggior parte dei casi vengono ammortizzati dai venditori.

Essendo una tipologia di prestito che sovente lascia qualche dubbio sulla sua reale gratuità, è bene che chi lo richiede faccia attenzione a controllare sia il TAN che il TAEG.

Molto spesso infatti è il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) ad influire sulla cifra finale da corrispondere, che può essere influenzata da eventuali spese di apertura pratica, gestione pratica, spese di rimborso rata e quanto altro può essere applicato come spesa aggiuntiva ad un finanziamento.

Un finanziamento che sia effettivamente senza spese, e quindi a tasso zero, deve avere sia il TAN (tasso annuo nominale, che corrisponde all'effettiva percentuale di interesse che grava sul finanziamento) sia il TAEG pari a zero. Solo in quel caso la cifra finale da restituire pagando le rate sarà uguale al finanziamento erogato. Quando si stipula questo tipo di finanziamento è sempre bene non fidarsi di intermediari o di finanziarie che non sembrano essere totalmente professionali, e verificare, al momento della stipula del contratto, le effettive condizioni applicate al prestito.