Per chi decide di estinguere anticipatamente un prestito ottenuto con la cessione del quinto dello stipendio, ecco alcune informazioni che potrebbero rivelarsi davvero utili.

Il primo passo che si deve compiere quando si è in possesso di contanti che permettono l'estinzione di un prestito è quello di fare una richiesta di estinzione anticipata all'istituto che ha erogato il finanziamento.

Inizialmente l'istituto di credito fornirà un conteggio dettagliato dell'ammontare del debito residuo, ovvero la somma delle rate che sono ancora da pagare da cui saranno decurtati gli interessi non maturati. La somma da restituire sarà aumentata della penale che si deve pagare in caso di estinzione anticipata del finanzniamento che sarà sempre inferiore all'ammontare degli interessi e inferiore all'1% del debito residuo qualora il prestito sia estinto oltre un anno prima la sua naturale scadenza (sarà inferiore allo 0,5% del prestito qualora avvenga meno di 12 mesi prima della naturale scadenza).

Per tutti i prestiti contratti dopo il 2007, ovvero dopo il decreto Bersani del 2007, non dovrebbe essere applicata alcuna penale. L'isituto di credito però puà aggiungere al debito residuo i costi dell'estinzione anticipata del prestito e di gestione della pratica.

Una volta a conoscenza dell'entità del debito da saldare si procederà a saldare il pagamento a favore dell'istituto di credito, che rilascerà in cambio una lettera liberatoria per attestare l'estinzione del debito.

La lettera liberatoria va immediatamente inviata al proprio datore di lavoro per fare si che blocchi il pagamento mensile della cessione del quinto dello stipendio. Nel caso di pensionati la liberatoria va inviata all'Inps.

Nel caso al finanziamento ottenuto con la cessione del quinto fosse associata una polizza assicurativa contro la morte del contraente, si ha diritto al rimborso della parte di polizza relativa al periodo non goduto di assicurazione a causa dell'estinzione anticipata del prestito.