Con l'inizio della scuola in Italia già da qualche settimana a questa parte le banche hanno lanciato numerose promozioni per finanziare lo studio dei figli. Trattasi, nello specifico, di piccoli prestiti spesso pubblicizzati con la formula del tasso zero. Ma è veramente così?

Ebbene, in merito occorre fare attenzione in quanto un prestito può essere proposto con il Tan zero, ma poi invece il Taeg (Tasso annuo effettivo globale) non lo è in quanto vengono applicati dei costi accessori. In accordo con un indagine condotta da Altroconsumo, che ha analizzato alcuni prestiti scuola, a fronte del Tan zero occorre verificare se siano applicate o meno commissioni di incasso rata, spese di istruttoria ed imposte.

Se Tan (Tasso annuo nominale) e Taeg (Tasso annuo effettivo globale) sono pari a zero, allora il prestito è realmente senza costo alcuno applicato dall'Istituto di credito che di norma però subordina la concessione del credito a specifiche condizioni. In particolare, i prestiti per la scuola a tasso zero vengono proposti a chi è già correntista in banca, e spesso solo a chi, giusto per fare un esempio, utilizza il conto per accreditare lo stipendio e per pagare le utenze di luce e gas.

Questa scelta commerciale è spiegata dal fatto che con il piccolo prestito a tasso zero la banca non ha un ritorno immediato, in quanto non intasca interessi e/o commissioni, ma rafforza la fidelizzazione con il cliente che magari poi consiglia a parenti ed amici di aprire un conto nella stessa filiale.