Sempre più utenti vanno in cerca di prestiti e finanziamenti, complici la crisi di liquidità e il bisogno crescente di poter fare affidamento su disponibilità finanziarie immediate per onorare debiti, rateizzazioni o scadenze fiscali; un numero sempre maggiore di consumatori si affida alla sottoscrizione di prestiti online, notevolmente più vantaggiosi di quelli offerti attraverso i canali tradizionali ma spesso rischiosi dal punto di vista della sicurezza e affidabilità della transazione.

In particolare su Facebook ultimamente si assiste ad una proliferazione di offerte a prima vista vantaggiosissime, con utenti disposti a prestare cifre che vanno dai 2.000 ai 700 mila euro con tassi di resa che non superano mai la soglia del 3%; nonostante le condizioni eccessivamente vantaggiose dovrebbero suggerire di mantenere alta la soglia di attenzione, numerosi internauti cadono nella trappola attratti dal fatto di non dover presentare particolari garanzie di restituzione del prestito.

Il meccanismo con cui funziona questo tipo di truffe è molto semplice; in genere il filantropo di turno subordina l'erogazione del prestito al pagamento di una certa cifra anticipata e necessaria a coprire spese legali o costi non precisamente specificati, con la conseguenza che una volta versato tale importo preliminare il richiedente non riesce più a contattare "l'offerente", ovviamente dileguatosi e resosi irreperibile a bottino acquisito.

Ad essersi recentemente espresso riguardo il fenomeno Paolo Attivissimo, esperto informatico specializzato nel trattare i casi di raggiri perpetrati online: "La maggior parte di questi truffatori si trova in un paese diverso da quello della vittima ed è anche questa una scelta intenzionale per rendere più difficili le azioni legali. Quindi una volta che i soldi sono stati spediti non c'è più nulla da fare probabilmente nella maggior parte dei casi. Quello che si può fare certamente è contenere il danno. Conviene tagliare completamente i ponti e perciò cambiare il numero di conto corrente, verificare che non ci siano autorizzazioni di prelevamento, cambiare numero della carta di credito e coordinate bancarie".

A completare il quadro il fatto che dietro questi raggiri si celino quasi sempre dei veri e propri gruppi criminali organizzati: "Si tratta di truffe intenzionali e organizzate su vasta scala - ha dichiarato Attivissimo - Chi lavora nel campo delle truffe online ha un primo livello di base che è quello della manovalanza, cioè gente pagata pochissimo che recluta le potenziali vittime, inizia il primo contatto, gestisce le pubblicità e via dicendo. Quando ha trovato la vittima riscuote la commissione e la passa al livello superiore dell'organizzazione che è quella che poi ottiene il maggiore profitto. È una specie di gestione aziendale se vogliamo, con intenti criminali però e in violazione di buona parte delle leggi esistenti. Questo genere di criminalità ha preso piede soprattutto nei paesi dell'Est Europa".

Il consiglio è quello di diffidare sempre di offerte fuori mercato, scartando in particolare quelle scritte in un italiano non perfetto ed evidentemente costruito tramite Google Translate o Software simili.