Prestiti a rischio in aumento, è questo l'allarme lanciato dalla BRI (Banca dei Regolamenti Internazionali) che mostra prospettive economiche inquietanti a causa della crisi del sistema finanziario. Le banche di tutto il mondo continuano ad elargire prestiti a bassi tassi d'interesse per favorire la liquidità monetaria, ma intanto si indebitano pericolosamente mettendo a rischio gli stessi clienti e risparmiatori.

"Le emissioni di obbligazioni e prestiti nel segmento più rischioso sono risultate assai vigorose, in un clima analogo all'esuberanza che aveva preceduto la crisi finanziaria mondiale", questo si può leggere nel report diffuso dalla BRI sulla situazione del credito mondiale che mostra come le banche si stiano sempre più assoggettando, in modo sprovveduto, a investimenti rischiosi.

Nel dettaglio, si evince sempre dal comunicato dell'autorità di vigilanza, sono salite al 15% le obbligazioni ad alto rendimento emesse dalle imprese europee, gli investimenti più rischiosi, e la situazione sembra sempre più assomigliare al 2007, l'anno che ha preceduto lo scoppio della crisi economica. È l'opinione anche di William White, ex BRI, oggi all'OCSE, che afferma: "Questa situazione mi fa pensare al 2007, ma questa volta, forse, è anche peggio. Tutti gli squilibri del passato ci sono ancora e i livelli complessivi di debito pubblico e privato in rapporto al Pil nelle economie avanzate sono aumentati del 30%".

In aumento anche i "leveraged loans", cioè quei prestiti rilasciati a debitori particolarmente a rischio insolvenza: "La quota di questi prestiti sul totale delle nuove sottoscrizioni - si può leggere nel report BRI - ha raggiunto il 45% a metà 2013, un livello superiore di 30 punti percentuali rispetto al minimo registrato durante la crisi e di 10 punti percentuali al massimo pre-crisi". Investimenti e prestiti a rischio che assomigliano molto a quei mutui subprime causa del crac del colosso Lehman Brothers.