Sabato pomeriggio di lavoro per il consiglio dei ministri: sale in cattedra il ministro dello sviluppo economico Flavio Zanonato. L'obiettivo? Rilanciare l'economia italiana. Una barzelletta insomma.

Impresa e famiglia sono i temi dominanti della seduta, con la necessità di facilitare l'accesso a prestiti per le imprese e l'esigenza di tagliare sulle spese che gravano sulle famiglie.

Come? Ovviamente con un investimento cospicuo, con un sacrificio di spesa pubblica per rilanciare la produzione e i consumi.

Alle imprese 5 miliardi

5 miliardi per far ripartire le imprese italiane e ridare impulso ai meccanismi di credito agevolato. Prestiti di fatto, finanziamenti a tasso dimezzato per tutte le piccole e medie imprese che investono nel rinnovamento nella riconversione energetica e nella tecnologia. Oltre a questo il mantenimento e potenziamento del cosiddetto fondo di garanzia, un deposito che rappresenti un salvagente per tutte le aziende in difficoltà o in fase di crescita.

Per le famiglie tagli sulle bollette

500 milioni di euro l'anno è la cifra stimata nella manovra per consentire un alleggerimento delle bollette elettriche. Un provvedimento per venire incontro alle situazioni più precarie, dove occorre risparmiare su tutto per sopperire alle spese della casa.

La casa: pomo della discordia per il governo

Appunto sulla casa si accende di nuovo il dibattito interno alla maggioranza fra pro Imu e contro Imu. Da una parte esponenti del Pdl, preoccupati di mantener fede alle promesse fatte in campagna elettorale, che rinnovano la propria volontà di cancellare la tanto odiata tassa sulla prima casa e rilanciano affermando che non ci sarà neanche il temuto rialzo dell'Iva. Dall'altra parte il Partito Democratico che, come sempre diviso nelle opinioni, prende tempo e si esprime attraverso le sagge parole del ministro dell'economia Saccomanni, secondo il quale prese di posizione così drastiche costerebbero alle casse italiane una cifra attorno agli 8 miliardi di euro, intollerabile nell'attuale situazione economica.

L'impressione è che, tirando in lungo, si troverà un compromesso con una rimodulazione dell'Imu e un rinvio delle decisioni sull'Iva.