Le banche, come si evince dalle ultime statistiche, concedono sempre meno credito alle imprese e alle famiglie italiane: prestiti e finanziamenti sono in netto calo. Ma nello stesso tempo, gli istituti prevedono retribuzioni altissime per i propri top manager. A denunciare la situazione è la Cisl, che chiede di porre un freno a questa dinamica.

Ecco perchè mercoledì 29 maggio Raffaele Bonanni, segretario generale Cisl e Giulio Romani, segretario generale Fiba Cisl, presenteranno in Corte di Cassazione un disegno di legge che regolamenti e limiti il tetto agli stipendi d'oro.

Nello specifico, il disegno di legge prevede un tetto per la retribuzione fissa di 294 mila euro (pari a quello dei manager pubblici) e un rapporto di 1:1 per il salario variabile (come da indicazioni europee). Una proposta che è già stata presentata al recente congresso della federazione dei bancari della Cisl, e che sarà "la prima di una serie di iniziative che la Fiba e la Cisl intendono mettere in campo per contribuire alla riforma della finanza e dei mercati finanziari e per rilanciare il ruolo dei lavoratori nella società e nel sistema bancario e assicurativo".

Negli ultimi anni, recita una nota dei sindacati, "i compensi dei top manager hanno raggiunto valori intollerabili agli occhi di ogni cittadino, specialmente di coloro che arrancano a causa della crisi e di quelli che hanno ben chiare le responsabilità di alcuni manager bancari di fronte alla recessione".

"Non è possibile - conclude il segretario Cisl Bonanni - che i rubinetti del credito siano chiusi per i cittadini e le imprese mentre quelli per i bonus vengano lasciati aperti. Meno soldi per bonus e stipendi del top management e più soldi per il lavoro, per una giusta ed equa risposta alla crisi."