Quasi una famiglia su due tra quelle residenti nei paesi aderenti all'unione monetaria europea ha richiesto prestiti o finanziamenti e contratto debiti con banche ed istituti di credito: a fotografare l'allarmante stato di cose le indagini Household Finance e Consumption Survey dell'Eurosistema pubblicate sul consueto bollettino mensile della Bce.

Andando ad analizzare il rapporto nel dettaglio, per quel che riguarda i prestiti ipotecari il tasso di partecipazione riscontrato è pari al 23,1% ed il valore medio ai aggira attorno ai 68.400 euro. Si evince poi come i mutui garantiti dall'abitazione di residenza siano certamente più diffusi di quelli che prevedono ipoteche su altri tipi di immobili (19,4% a fronte di un 5,6%), il tutto con un valore medio leggermente più elevato.

A far ricorso ai prestiti ipotecari, di regola, i nuclei familiari che possono vantare livelli di reddito più elevati, una fascia all'interno della quale più di un terzo accede ai mutui proponendo a titolo di garanzia la propria residenza principale.

Interessante anche la distribuzione rilevata con riferimento alla condizione professionale del capofamiglia, laddove il tasso di partecipazione ed il valore medio del debito ipotecario risultano molto più elevati tra i lavoratori autonomi e quelli dipendenti.

Di certo l'istantanea "scattata" dal rapporto della BCE è quanto mai drammatica: a destare preoccupazione soprattutto il fatto che lo stato di cose rinvenuto non sia circoscritto ad una singola zona o a porzioni ristrette, essendo bensì comune all'intera zona dell'Euro.