Tra le Regioni del Sud Italia la Puglia è quella più ricca, ma la crisi in ogni caso c'è e si sente da Bari a Brindisi e passando per Foggia e Lecce. La conferma in tal senso arriva dall'atteggiamento delle banche operanti sul territorio che, per quel che riguarda la concessione di mutui, prestiti, finanziamenti e fidi hanno chiuso i rubinetti alle famiglie come alle imprese.

Questo stando ad un Rapporto della Confartigianato Imprese Puglia, attraverso il proprio Centro Studi, da cui è emerso come gli impieghi da parte delle banche siano stati tagliati sul territorio pugliese per ben 1,26 miliardi di euro. Trattasi di somme non erogate che riguardano non solo i mutui, prestiti, finanziamenti e fidi, ma anche altre formule di finanziamento come i prestiti con la cessione del quinto, il factoring, il leasing, gli anticipi su carte di credito ed i prestiti su pegno.

L'atteggiamento delle banche di non concedere credito nella Regione Puglia è legato alla forte crescita delle sofferenze bancarie tra insoluti e protesti, con la conseguenza che gli Istituti sono guardinghi nel concedere prestiti non solo alle famiglie ed al mondo produttivo, ma anche agli Enti pubblici e privati, ed alle Associazioni che non hanno scopi di lucro.

Il Rapporto del Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia rivela come tra le città più penalizzate ci sia Taranto dove anno su anno gli impieghi sono scesi del 3,9%, da poco più di 7 miliardi di euro a 6,7 miliardi di euro. Tiene invece Lecce con un calo anno su anno dei prestiti che, a -1,1%, risulta essere inferiore alla media regionale. La situazione in Puglia, come in altre Regioni, dimostra come i soldi dati dalla Bce alle banche italiane solo in minima parte siano stati utilizzati dagli Istituti per concedere prestiti e mutui alle imprese ed alle famiglie.