Quando un prestito viene rifiutato è importante comprendere il motivo del rifiuto, al fine di poter trovare soluzioni alternative che permettano di ottenere in seguito il prestito. Per prima cosa è fondamentale valutare il fattore tempo, ogni rifiuto viene infatti segnalato al Crif, un ente che gestisce il sistema di informazioni creditizie, e di solito quest'informazione viene conservata negli archivi per circa un mese. Considerando che banche e finanziarie si tutelano non concedendo prestiti a chi ha già fatto più domande nello stesso periodo, è bene aspettare un po' di tempo prima di tornare a richiedere un finanziamento.

Un'altra ragione che spesso conduce ad un rifiuto è dovuta alla propria cattiva reputazione personale, se si è classificati come cattivi pagatori, le chance si riducono notevolmente. Vale quindi la pena verificare se esiste una segnalazione delle Centrali di Rischio, in questo caso per ottenere facilmente il prestito è bene rivolgersi agli strumenti della cessione del quinto dello stipendio/pensione.

Talvolta il finanziamento viene rifiutato anche quando si hanno più debiti attivi e la propria situazione debitoria può essere catalogata come pesante, in questo caso è bene ricorrere al consolidamento debiti, al fine di fornire una visione più chiara del proprio livello di indebitamento.

Qualora le ragioni del rifiuto risiedano in una valutazione di rischio troppo alto, tali da far presuppore grosse difficoltà economiche che possano portare ad un aumento delle possibilità di mancato rimborso, è possibile optare per diverse soluzioni:

· È possibile allungare la durata del finanziamento abbassando così la rata.

· Si può optare per la fideussione, un contratto in base al quale il fideussore si prende la responsabilità di saldare il debito a banche e finanziarie qualora il debitore risulti insolvente.

· Oppure si può ricorrere all'istituto del co-obbligato, un secondo intestatario del contratto del finanziamento, responsabile del debito nel confronto di chi ha concesso il prestito.