Cipro pensa alle misure di austerità per mettersi in linea con l'Unione Europea e dà un forte stretta ai prestiti. Ad oggi si sa che la tassazione sui depositi vale solo per quelli sopra i 100.000 euro, però per i depositi che si trovano sotto quella cifra le cose non sono proprio garantite: infatti Bank of Ciprus, l'istituto di credito più importante dell'isola, che ha assorbito la Popular Bank (Laiki) si è dovuta accollare un debito di 9 miliardi di euro contratto dalla Laiki con la BCE. E' pur vero che gli asset buoni della Laiki sono stati valutati in circa 7 miliardi, ma ci sono altri 9 miliardi che Laiki aveva ottenuto mediante l'Ela ( assistenza per l'emergenza liquidità) e che doveva corrispondere alla BCE. La Banca Centrale ha inoltre accettato come collaterali 1,8 miliardi di euro di azioni emesse a favore del Governo .

A complicare la situazione c'è stato il declassamento a livello equivalente all' insolvenza da parte dell'agenzia Fitch delle due banche più importanti di Cipro, Bank of Ciprus e Laiki.

Una mano arriva dalla Grecia dove si è stipulato un accordo affinchè la banca ellenica Piraeus Bank acquisisca filiali greche dei tre maggiori istituti ciprioti, per 524 milioni di euro. Tutto questo dovrebbe servire per salvare il denaro cipriota dalla pesante tassazione imposta dal prelievo forzoso. Esso dovrebbe arrivare al 40%.

Intanto da giovedì 28, con una chiusura che era iniziata il 18 marzo, le banche a Cipro si sono riaperte, ma le restrizioni per gli utenti sono molto rigide.

Non sarà possibile prelevare agli sportelli più di 300 euro al giorno per persona e non si potrà pagare più di cinquemila euro con bancomat e carta di credito. Inoltre i pagamenti al di sopra dei 200 mila euro dovranno essere approvati da un comitato apposito, e soltanto il governo cipriota e la Banca centrale saranno esclusi da questa limitazione.

Gli assegni non potranno essere incassati ma sarà possibile depositarli nei conti correnti, mentre le transazioni con gli altri paesi non potranno superare i cinquemila euro; il limite dei cinquemila euro è inderogabile e i pagamenti al di sopra di questa cifra avranno bisogno di un'apposita approvazione. Nel settore del commercio tutto, con queste restrizioni , viene rallentato I turisti che lasciano il paese non potranno portare con sé più di mille euro in contanti o la somma equivalente in altra valuta.

Tali limitazioni vanno a ledere il principio UE della libera circolazione per persone, merci e capitali e si teme che non sia un provvedimento solo temporaneo ( tre mesi) come si afferma ora. Poliziotti e guardie sono presenti per garantire l'ordine nell'isola. Ma molte sono state le proteste e le manifestazioni inscenate davanti al palazzo presidenziale. Si attendono sviluppi in una situazione che rimane all'insegna dell'incertezza e che si teme possa coinvolgere ancora un altro paese, la Slovenia, dove il sistema bancario è in sofferenza.