Oltre un italiano su tre ha richiesto un prestito negli ultimi tre anni: le categorie più bisognose di aiuti finanziari sono quelle con contratti a tempo determinato (atipico o subordinato), e in particolare il popolo della partita Iva (44,2%). Sono alcune delle evidenze principali che emergono dal "Rapporto Italia 2013" appena pubblicato dall'Eurispes.

La spirale del prestito: ci paghiamo casa, spese mediche.. ma anche le vacanze

Studio che fotografa una nazione "nella spirale del prestito": oltre un terzo del campione (35,7%) ricorre ai finanziamenti, un dato in aumento rispetto alla rilevazione dello scorso anno di 9,5 punti percentuali. Ben il 62,3% dei prestiti è stato chiesto per pagare debiti accumulati e il 44,4% invece per saldare altri prestiti precedentemente contratti con altre banche o finanziare, ma che evidentemente i contraenti non sono riusciti a saldare. "Appare evidente - commenta l'Eurispes - come la spirale che si innesca è sintomatica della crisi che l'Italia sta affrontando e che attanaglia i cittadini in una condizione di disagio profondo, dalla quale sembra non vi sia altra via d'uscita se non quella di alimentare l'indebitamento".

Il 27,8% di chi chiede un prestito lo fa per acquistare una casa, il 22,6% per coprire le spese mediche e non manca chi vi ha fatto ricorso per potersi permettere una vacanza (5%) o per far fronte ad un evento come il matrimonio, un battesimo, una cresima, eccetera (13,1%).

Risparmi sempre più intaccati

Dal rapporto emergono anche altri dati preoccupanti. Nel 2012, 7 italiani su 10 (70%) hanno visto peggiorare la situazione economica personale (per il 40,2% di molto, per il 33,3% in parte). Davvero pochi coloro che hanno visto la propria situazione migliorare, appena il 4,8% (lievemente 3,9%, e molto 0,9%).

Il 60,6% degli italiani, 3 su 5, rivelano di essere costretti a intaccare i propri risparmi per arrivare alla fine del mese; il 62,8% ha grandi difficoltà ad affrontare la quarta (quando non la terza) settimana; il 79,2% non riesce a risparmiare, questo vuol dire che solo 1 su 5 riesce a mettere qualcosa da parte.

Il futuro non è roseo

Quando viene chiesto ai cittadini se ritengano di riuscire a risparmiare qualcosa nei prossimi dodici mesi, due su tre rispondono naturalmente di no, che probabilmente (36,7%) o certamente (30%) non riusciranno a risparmiare alcunché, mentre il 27,4% ritiene che nel 2013 riuscirà ad alimentare i propri risparmi, di questi ultimi ne è totalmente sicuro però solo il 5,7%, mentre il 21,7% non ne è del tutto certo.