Le piccole imprese, ma oramai anche quelle di medie dimensioni, nel rapporto di tre su cinque bussano in banca per chiedere un prestito al fine di rimanere in regola e nei tempi previsti con il pagamento delle tasse. Questo è quanto emerso da una recente indagine di Unimpresa che dimostra come l'elevata pressione fiscale porti le PMI in Italia ad incrementare il proprio indebitamento per far fronte agli adempimenti fiscali.

Tasse come l'Irap, che scatta anche con bilanci chiusi in rosso, e l'Imu stanno sempre di più erodendo i margini del sistema imprenditoriale alle prese, come se non bastasse, con la contrazione delle commesse a causa di una crisi che ha portato da una perdita di competitività del sistema Paese.

E così si accede sempre di più al credito bancario per pagare le tasse entro le scadenze previste, altrimenti con le sanzioni e con gli interessi di mora le somme dovute al Fisco non farebbero altro che lievitare. Ma la situazione si fa ancor più grave quando c'è l'impossibilità per la piccola e media impresa di accedere ai prestiti ed ai finanziamenti. In tal caso, se le casse aziendali sono vuote, non si riescono infatti a pagare le tasse e gli stipendi, e col tempo si rischia inesorabilmente la chiusura dell'attività.