Almeno dove la crisi è esplosa, si cominciano ad intravedere, con una certa continuità, i primi indizi che anticipano una fase ampiamente espansiva dell'economia, siamo alla fine della recessione? A giudicare dalla situazione del mondo dei prestiti negli Usa, la speranza c'è.

Certo i dati economici sono ancora contrastanti, ma elementi positivi si affacciano nello scenario devastato dell'economia dei nostri tempi: negli Usa per il quinto mese consecutivo il credito al consumo cresce, superando le stime degli analisti e facendo registrare l'incremento mensile più alto dal lontano 2001: 14,6 miliardi di dollari.

A spingere il credito al consumo sono stati soprattutto i prestiti concessi agli studenti, cresciuti da soli di 5,5 miliardi, ed i finanziamenti per l'acquisto delle automobili.

Tra l'altro l'elemento più interessante di questo dato è la crescita di un credito di qualità: si sono incrementati di più, infatti, quelli che vengono chiamati "crediti non rinnovabili", a fronte di una contrazione di quelli detti "crediti rinnovabili", cioè carte di credito e in massima parte il credito revolving.

Nella dinamica economia americana, la fase espansiva del credito è spesso stata il preludio della ripartenza, ed il presidente Obama non vuole sprecare quanto si è faticosamente ottenuto; incontrando i Democratici della Camera dei Rappresentanti, ha dichiarato: «Sono pronto, desideroso e ansioso di fare un vasto accordo, un vasto pacchetto che metta fine a questa governance della crisi dove ogni due settimane, ogni due mesi o ogni sei mesi mettiamo in pericolo questa ripresa ottenuta duramente(…), Andando avanti possiamo attuare delle riforme aggiuntive, rendere più efficienti i nostri sistemi di assistenza sanitaria ed eliminare i programmi dei quali non abbiamo bisogno».

Uno scenario lontano anni luce da quanto continua ad accadere in Italia, dove la stragrande maggioranza degli studenti, se mai troveranno un lavoro, troveranno un lavoro precario e l'accesso al credito al consumo, continua ad essere, per i precari in massima istanza, un'impresa titanica.