Continua a non essere un periodo positivo per chiedere finanziamenti, secondo quanto comunicato dalla Banca d'Italia sulla richiesta di prestiti. I dati presentati ieri da Bankitalia e riportati oggi sul Corriere della Sera non lasciano molto speranza a riguardo, sia per le famiglie che per le imprese. Nel mese di novembre del 2012, infatti, i finanziamenti bancari alle imprese sono calati del 3,4% su base annua rispetto al 2,9% di ottobre, mentre mutui e prestiti alle famiglie sono scesi del 0,3% rispetto al calo dello 0,1% di ottobre.

A causare questo continuo rallentamento dei finanziamenti è, secondo le aziende di credito, la scarsità di liquidità, che non permette di finanziarsi sul mercato a lungo termine. Nel caso del calo riguardante le famiglie, la colpa è da ricercare non solo nelle richieste respinte, ma anche nella riduzione del numero di compravendite di case, che ha portato un forte calo nel mercato dei mutui. A soffrire maggiormente l'assenza di liquidità delle banche sono appunto le imprese, in particolare quelle di piccole e medie dimensioni.

Nel giustificare la concessione limitata di prestiti da parte delle banche, il presidente della Bce Mario Draghi ha parlato di "avversione al rischio", mentre gli istituti di credito danno la colpa al calo degli investimenti industriali. Le piccole e medie imprese, infatti, si rivolgono alle banche soprattutto per rimanere a galla con richieste di allungamento dei tempi per il saldo dei debiti.

Le imprese rispondono accusando le banche per aver ristretto ulteriormente il credito, contribuendo così ad aumentare in maniera esponenziale gli effetti della crisi.