"Le banche sono state spinte dalle ultime direttive in materia di regolamentazione verso un processo di riduzione del debito: mentre le più grandi sono riuscite ad approfittare della situazione, quelle più piccole stanno ancora incontrando difficoltà e costi eccessivi nell'accesso al credito. Le conseguenze non possono che avere un impatto negativo sulla concessione di nuovi prestiti, sia ai privati sia alle aziende": a parlare così Guido Celona, responsabile per l'Italia del settore financial services di Ernst & Young, stando a cui gli affidi alle banche italiane continuano a diminuire senza soluzione di continuità.

Stando alle stime elaborate dalla società di consulenza finanziaria, i prestiti affidati ad imprese ed aziende italiane caleranno dello 0,5% nei prossimi mesi del 2013; il dato negativo rappresenta un continuum rispetto al recente passato, considerato che già nel 2012 il livello di credito destinato ad imprese (e famiglie) aveva conosciuto un significativo decremento.

Oltre a certificare come la ripresa sia ben lontana dal concretizzarsi, l'andamento negativo del livello di prestiti contribuisce a distinguere (in senso peggiorativo) l'Italia rispetto al resto d'Europa; Germania, Olanda e Francia stanno infatti attraversando una congiuntura positiva, con un livello di erogazioni creditizie alle imprese destinato a crescere con tassi variabili dall'1,5 al 2,5%.

L'analisi di Ernst & Young ha abbracciato plurimi campi finanziari, compresi il ramo assicurazioni - che subirà una contrazione del 4% - e quello del risparmio gestito, che dovrebbe invece subire una accelerazione durante il 2014.

L'attuale stato di recessione economica sta spingendo numerose formazioni politiche candidate alle prossime elezioni a stilare un piano di risanamento da attuarsi in caso di affermazione elettorale, ma al di là dei singoli elementi di diversificazione fondamentale sarà attuare misure che accompagnino la ripresa e rilancino la crescita. Senza, l'Italia rischia infatti di perdere ulteriore terreno rispetto ai principali paesi dell'Eurozona.