Gli aggregati di bilancio della Banca d'Italia riportano una notevole diminuzione dei prestiti a favore delle Banche Italiane, il cui ammontare è di 273 miliardi di euro rispetto ai 276 miliardi di ottobre. Si tratta del livello più basso di finanziamento rispetto a quello di maggio 2012 ammontante a 272 miliardi di euro. A causa della grave crisi economica e del debito pubblico, le Banche Italiane hanno iniziato a richiedere prestiti alla BCE in modo molto accentuato: dal giugno 2011 e, progressivamente aumentati, fino a stabilizzarsi tra dicembre 2011 e febbraio 2012 grazie alle due operazioni di rifinanziamento triennale, da cui potranno rientrare da gennaio 2013.

In questo periodo di crisi economica, le Banche Italiane sono costrette ad effettuare una ristrutturazione interna con una razionalizzazione delle reti distributive per il contenimento dei costi fissi. Il perdurare della congiuntura recessiva del credito bancario e le negative prospettive della redditività degli intermediari, preoccupano notevolmente tutto il comparto finanziario.

Da quanto è emerso dall'incontro tra i maggiori gruppi bancari e i rappresentanti dell'associazione bancaria italiana, non ci sono nemmeno segnali positivi dal settore immobiliare: la bassa domanda di credito, l'eccessiva fiscalità, il rischio creditizio e l'intero quadro economico recessivo globale fa prospettare effetti nocivi sulla redditività delle banche. A causa della riduzione di prestiti verso imprese e famiglie da parte delle banche, si evidenziano prospettive negative anche per le stesse che rischiano di veder peggiorare la loro già grave condizione finanziaria.

A tal proposito il Presidente della Camera di Commercio di Roma, Giancarlo Cremonesi, al suo intervento al convegno "Legalità e oltre", tenutosi a Roma il 29 novembre 2012, ha spronato le istituzioni ad aiutare imprese e famiglie in difficoltà per evitare che si possano creare situazioni di disagio e che diventino preda degli usurai o che accettino aiuto da attività malavitose.

Da parte delle istituzioni il 6 dicembre 2012 è passato al Senato il "Decreto Sviluppo". Si tratta di un decreto del governo che presenta una serie di misure atte a determinare uno stimolo alla ripresa economica. Si tratta del "decreto legge numero 179 recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese". Le misure più importanti del decreto riguardano le concessioni demaniali delle spiagge ai titolari di stabilimenti balneari; per le banche sono state previste azioni di responsabilizzazione come multe per amministratori di banca che contraggono obbligazioni o atti di compravendita con la banca dove amministrano senza l' autorizzazione del Cda; anche le poste potranno trattare la compravendita dell' oro; varie misure per l' utilizzo di internet in modo libero e per effettuare operazioni online come acquistare i biglietti dell'autobus. Il decreto dovrà essere licenziato alla Camera per il 18 dicembre 2012