Cresce in tutta Italia il dibattito sul bonus bebè proposto dal governo Monti. La misura - 300 euro al mese per sei mesi, concessi alle mamme che tornano al lavoro e lasciano il bimbo all'asilo nido o alle cure della baby sitter - sta suscitando reazioni contrastanti. L'intento è senza dubbio lodevole: dare un aiuto alle famiglie, intendendo finalmente i figli come un bene e quindi una responsabilità dell'intera società, come sottolineano, tra gli altri, il Moige e l'Associazione Nazionale Famiglie Numerose. Ma l'intervento rischia di essere poco equo e troppo poco incisivo.

Un bonus per poche

Tra i più critici troviamo Federconsumatori. Prima di tutto, il bonus rivela la chiara intenzione di aiutare esclusivamente le mamme-lavoratrici, incentivando il rientro al lavoro, non sostenendo, quindi, la possibilità di usufruire dei congedi parentali (sia per madre che per padre) e considerando la maternità come una "breve pausa". Escluse dalla platea, inoltre, rimangono le mamme senza lavoro e quelle che, proprio a causa della gravidanza, hanno perso il lavoro.

Risorse non sufficienti

Ma il problema principale resta un altro: lo stanziamento complessivo per il provvedimento è pari a 20 milioni di Euro da suddividere in 3 anni. Vista l'esiguità delle risorse, saranno davvero poche le mamme che potranno usufruire di tale bonus, secondo le stime de "Il Salvagente" appena 3.300 l'anno contro una media di circa 300 mila donne che ogni anno usufruiscono dei congedi obbligatori.

E le poche fortunate beneficiarie? Per Federconsumatori il bonus è fortemente inadeguato alle loro necessità. Esso "non copre nemmeno la metà dei costi minimi mensili da sostenere per un bambino nel primo anno di vita. Figuriamoci, poi, se a tali costi si aggiungono quelli di una baby sitter o dell'asilo nido, il cui ricorso è necessario per accedere al bonus". Una baby sitter, infatti, costa mediamente da 750 a 1.000 euro al mese, un asilo nido privato circa 350 euro al mese, uno pubblico (sempre che si rientri nelle condizioni per usufruirne) 167 euro al mese.

In generale, i costi da sostenere per un bambino nel primo anno di vita sono esorbitanti e proibitivi: possono variare da 6.350 a 13.844 euro (dati Osservatorio Nazionale Federconsumatori). Per l'associazione, in definitiva, "a fronte di costi simili, è fondamentale studiare provvedimenti in grado di incidere veramente su una questione così delicata e rilevante, che tocca da vicino il futuro del Paese".