Il legislatore con l'art. 13-bis della legge n. 80 del 2005 e il successivo regolamento di cui al D.M. 27 dicembre 2006, n. 313, ha concesso ai pensionati la facoltà di contrarre prestiti estinguibili con una trattenuta diretta sulla pensione per "periodi non superiori a dieci anni". Si parla di trattenuta del quinto perché la rata non può superare un quinto dell'importo netto mensile della pensione. Ne consegue che con una pensione netta di € 1.000 si potrà chiedere un prestito non superiore a € 24.000 (1.000:5=200x120 rate=24.000).

Il prestito non può essere concesso sulle seguenti prestazioni:

  • pensioni integrate al minimo;
  • pensioni e assegni sociali;
  • invalidità civili;
  • assegni mensili per l'assistenza ai pensionati per inabilità;
  • assegni di sostegno al reddito;
  • pensioni del personale bancario.

Procedimento da seguire (Circ. INPS 31/05/2007, n. 91)

Prima della stipulazione del contratto, il pensionato deve chiedere all'INPS la comunicazione di cedibilità sulla quale sarà indicato l'importo massimo della rata del prestito, calcolato sul netto in pagamento e in modo da non intaccare il trattamento minimo della pensione. Vanno detratti eventuali assegni al nucleo familiare.

Ad esempio su una pensione netta di € 500,53 la quota cedibile sarà di € 20,00, dati dalla differenza tra l'importo della pensione e il trattamento minimo da salvaguardare. Su una pensione lorda di € 2.000, con € 400,00 di trattenute, la quota cedibile sarà di € 320,00.

Il pensionato, ottenuta la comunicazione di cedibilità, stipula il contratto di prestito con un Ente creditizio il quale lo trasmette alla Sede Inps che ha in carico la pensione.

L'Inps verifica la presenza di alcune condizioni:

  • la Banca o la Finanziaria devono avere i requisiti richiesti dalla legge ed essere accreditate presso l'INPS;
  • i contratti devono rispettare le norme sulla trasparenza (l. n.266/2005).
  • le spese e il tasso applicato al finanziamento devono essere indicati nel contratto;
  • il tasso applicato deve essere inferiore al "tasso soglia" anti-usura. Se superiore, l'INPS deve segnalare il fatto all'autorità giudiziaria ai sensi dell'art. 331 c.p., giacché il reato di usura è perseguibile d'ufficio (art. 644 c.p.);
  • la rata non deve superare un quinto dell'importo della pensione;

I COSTI

La concessione del prestito richiede numerosi adempimenti amministrativi che le banche e le società finanziarie spesso delegano alle loro reti di vendita con costi a carico di chi chiede il prestito. È opportuno pertanto che il pensionato sia consapevole del costo complessivo del finanziamento e verifichi il TAEG applicato, che indica, in termini percentuali, il costo totale del finanziamento, comprensivo delle spese d'istruttoria e commissioni.

Si deve peraltro verificare se nel TAEG sia ricompreso il costo della polizza assicurativa del prestito, che cresce in rapporto all'età del pensionato.

Ecco un esempio di offerta ricevuta da una finanziaria.

Età pensionato

Trattenuta mensile

Numero rate

Importo ricevuto

Totale trattenute

Costo

64

100,00

84,00

5.386,00

8.400,00

3.014,00

64

145,00

120,00

10.264,00

17.400,00

7.136,00

La convenzione Inps con le banche

Per contenere il livello dei tassi, l'Inps ha predisposto una Convenzione che garantisce tassi più favorevoli rispetto a quelli di mercato. L'elenco delle banche e degli istituti convenzionati è disponibile sul portale www.inps.it, seguendo il seguente percorso: Servizi Online>Elenco di tutti i servizi>Cessione quinto>Gestione Enti Convenzionati.