Un prestito senza interessi è stato un sogno diffuso sul mercato. L'idea di accendere un prestito e ridare solo i soldi presi in consegna è stata fin troppo allentante e la pubblicità interessata ha capito dove poteva arrivare. In realtà questi tipi di prestito nascondono dei tranelli particolari, adatti a chi non si arrovella più di tanto nel far di conto. Tasso zero è stato per molto tempo spacciato per un prestito senza interessi e tutti ci sono cascati, perché non sapevano cosa stavano facendo. In realtà il tasso zero è un'invenzione di marketing per spingere i consumatori a comprare.

Perché il prestito a tasso zero è una bufala? È ormai noto che i famigerati prestiti a tasso zero sono stati da sempre utilizzati, specialmente dalle catene della grande distribuzione, per invogliare i clienti ad acquistare beni di varia natura. Ma Il tanto decantato tasso zero, però, in molti casi si è rivelato una bufala colossale, tanto da indurre molti consumatori a pentirsi degli acquisti effettuati o comunque a valutare attentamente cosa c'è scritto nel contratto all'atto della stipula del finanziamento.

Un esempio? Facciamo conto di comprare una lavatrice, un frigorifero e un computer. Facciamo un prestito a tasso zero in 24 mesi. Tutto normale, contratto firmato, ed è lì che è scattata la "fregatura" ed ecco spiegato perché. A fronte di un prestito di 2.000 euro con TAN pari a zero e TAEG dell'11,74% si pagano 98,21 euro al mese per 24 mesi. Alla fine si rimborseranno 2357,04 euro, ovvero 357,04 euro in più. Quindi è chiaro il sistema: il TAN è a zero, il TAEG è più alto.

Cioè che significa? I prestiti a tasso zero sono dei prestiti senza interessi sul capitale (ovvero a Tasso Annuo Nominale azzerato, il famoso TAN), ma per il contraente quello che realmente fissa il costo del prestito è il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) che tiene in considerazione anche tutte le spese di istruttoria, le commissioni, le imposte e le eventuali polizze obbligatorie (che corrispondono di fatto al guadagno della banca).