Nonostante la crisi economica e il conseguente calo del credito richiesto ed erogato alle famiglie italiane, le frodi creditizie non accennano minimamente a diminuire: nel primo semestre 2012 sono stati intercettati oltre 9.000 casi, con una crescita di incidenza del fenomeno pari a +17,9% rispetto allo stesso periodo del 2011. I dati arrivano dall'Osservatorio sulle frodi creditizie del Crif.

Le frodi sono realizzate mediante furto di identità e successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari delle vittime, per ottenere credito o acquisire beni. Perché non sono in crisi? I motivi sono molteplici: la facilità per i criminali ad accedere a informazioni personali e riservate altrui attraverso documenti cartacei o in formato digitale, la quasi certezza per i frodatori di non incorrere in rischi e/o sanzioni particolarmente severe, la difficoltà degli istituti di credito nel verificare la rispondenza dei dati e, soprattutto, la scarsa conoscenza del problema tra i cittadini con la conseguente difficoltà di tutelarsi adottando comportamenti virtuosi o adeguati sistemi di protezione.

Il maggior numero di vittime si concentra nella classe di età compresa tra 18 e 30 anni (con il 29,9% del totale), con un tasso di crescita decisamente elevato rispetto al corrispondente semestre 2011 (+36,2%). La ripartizione delle frodi per regione mostra una maggiore incidenza del fenomeno in Campania, Lombardia, Sicilia e Lazio, seguite da Puglia ed Emilia Romagna. Entrando nel dettaglio delle singole forme tecniche, i prestiti finalizzati continuano ad essere presi particolarmente di mira dai frodatori, con un'incidenza dell'82,4% sul totale dei casi (+5,4% rispetto al 2011). Si è invece registrata una significativa diminuzione dei casi registrati sulle carte di credito a saldo (-35% rispetto al 2011).

"I dati - spiega Beatrice Rubini, Direttore Personal Solutions & Services di CRIF - dimostrano che sono soprattutto gli under 30 ad essere maggiormente colpiti dal furto d'identità e dalle frodi creditizie. Eppure sono proprio i giovani che, almeno teoricamente, dovrebbero avere una maggiore sensibilità verso questa tipologia di crimine, in quanto particolarmente esposti alla circolazione di propri dati personali, in particolare sul web. Al contrario, molto spesso dimostrano di non conoscere nemmeno il significato di furto d'identità, o di sottostimare la frequenza con cui si verificano queste forme di frodi".

Altro dato allarmante che emerge dallo studio riguarda i tempi di scoperta della frode (tempi di detection), che si confermano essere piuttosto lunghi: 1 frode su 2, infatti, viene intercettata dopo oltre un anno dal'evento, mentre le frodi creditizie scoperte dopo più di 5 anni sono cresciute del 44% rispetto al recente passato.