La fase di crisi che stiamo attraversando dura in Italia dal 2009 e sembra non avere fine. Le banche sono restie a prestare denaro e nei pochi casi in cui concedono prestiti, lo fanno a tassi d'interesse altissimi, a causa dei rischi d'insolvenza e per l'incertezza dei mercati.

I numeri riguardanti tale periodo sono impietosi e fotografano una situazione drammatica per il nostro paese. 8,2 milioni di individui sono in condizione di poverta` relativa, il 16% delle famiglie italiane non riesce ad arrivare alla fine del mese, il 48% incontra difficolta` a sostenere gli oneri per l'abitazione, circa 2,2 milioni di giovani (tra i 15 e i 29 anni) non studiano e non lavorano, in un anno l'erogazione di mutui per l'acquisto di case e` scesa del 47%, 33000 aziende sono fallite tra il 2009 e il 2011, negli ultimi 8 mesi il risparmio delle famiglie si e` ridotto del 12%, nello stesso periodo il 70% delle imprese ha avuto difficolta` nel reprire liquidita` e si e` registata una flessione di oltre di 17 miliardi di crediti concessi ad aziende e famiglie.

Per uscire da questo circolo vizioso che blocca l'ecomomia reale una pratica sempre più usata è il ricorso al microcredito ed alla finanza etica. Questo tipo di prestito è rivolto a famiglie in difficoltà (al di sotto della soglia ISEE 20000 euro o meno dipende dai casi) alle quali possono essere concessi fino a 7000 euro ad un tasso inferiore al 4%, e a PMI che sono soggette al credit crunch a cui possono venire erogati fino a 30000 euro.

Il microcredito è un importante strumento di welfare e di sviluppo economico e sociale per diversi motivi:

-il rapporto si basa sulla fiducia reciproca e quindi chi riceve il prestito, oltre a voler restituire il denaro, ha anche una responsabilita` etica di riconoscenza verso il microcreditore.

-può aiutare ad uscire da uno stato di poverta` sostituendo il welfare assistenziale, con un welfare che oltre a sostenere il reddito porta crescita sociale, incentiva all'autosostentamento attivo e aiuta a sviluppare forme di micro impresa.

-infine per le aziende in difficolta` può costituire una forma di piccolo finanziamento a tasso molto basso per far fronte a spese impreviste o per fornire una boccata di liquidita` (che è l'ossigeno delle imprese) al fine di evitare il fallimento.

Il microcredito riporta l'uomo al centro dell'economia, che non e` piu` un numero all'interno di un parametro da giudicare come possibile insolvente o viceversa, ma e` una persona in carne ed ossa a cui il prestatore da` fiducia, denaro e soprattutto speranza.