Si tratta di prestiti a medio lungo termine che hanno come caratteristica quella di avere una parte della remunerazione commisurata ai risultati economici delle imprese a cui vengono concessi. Coloro che erogano questi finanziamenti, partecipano dunque in modo maggiore rispetto ai creditori tradizionali al rischio dell'impresa finanziata (e quindi anche all'incremento di valore della stessa).

Come avviene la remunerazione?

Solitamente, l'ammontare degli interessi che l'impresa deve corrispondere, è dato dalla somma di due componenti, ovvero una parte fissa (importo minimo garantito), calcolata con riferimento ad un tasso base (di solito l'Euribor) aumentato di uno spread (a seconda del rischio di impresa) e da una parte variabile, legata ai risultati economici dell'impresa stessa. In merito alla parte variabile, diversi sono i criteri utilizzati per il calcolo della stessa . Il metodo più semplice consiste nella corresponsione di una somma percentuale dell'utile netto d'esercizio.

Come avviene il rimborso?

Il rimborso delle quote di capitale è a carico dei soci e avviene attraverso versamenti periodici che forniscono all'azienda le risorse necessarie per rimborsare le future rate del prestito. Questi versamenti in "conto futuro capitale" sono crediti che i soci maturano nei confronti dell'azienda e che, alla fine dell'ammortamento del prestito partecipativo, verranno trasformati in capitale sociale. Il prestito partecipativo può quindi essere considerato come un anticipo del capitale di rischio. Tre i soggetti coinvolti: ente che finanzia, azienda che riceve il finanziamento e i soci dell'azienda finanziata.

Sono previste garanzie?

Di norma il prestito partecipativo non prevede garanzie reali. Le uniche garanzie quindi sono di natura personale (fideiussioni dei soci, etc..). Forme di tutela indiretta possono essere previste a favore dell'ente finanziatore, quali ad esempio, la non distribuzione di utili da parte dell'azienda finanziata per tutta la durata del prestito e l'impegno a non modificare le compagine societaria senza il preventivo assenso dell'ente finanziatore.

Quale è la durata del prestito partecipativo?

Solitamente la durata va dai 5 ai 10 anni , prevede una rateizzazione trimestrale o semestrale e quasi sempre un periodo di pre-ammortamento.

Concludendo, il prestito partecipativo rappresenta per l'ente erogatore una operazione ad alta percentuale di rischio, tanto più elevata quanto più elevata è la parte a remunerazione variabile. Per l'Azienda che lo riceve invece rappresenta una forma di finanziamento vantaggiosa in quanto permette anche ad aziende piuttosto "giovani" di sostenere gli oneri del finanziamento. I soci, possono così dilazionare nel tempo, il loro impegno finanziario.

Sono cosiddetti prestiti di capitale per lo sviluppo ed infatti vengono concessi solo a fronte di piani di sviluppo, ammodernamento ed innovazione. Gli enti finanziatori sono Istituti di credito, società finanziarie e altri soggetti quali i Bic.