Chi è già fortemente indebitato o è stato iscritto nell'elenco dei cattivi pagatori difficilmente riuscirà ad ottenere un prestito. Banche e istituti cercano, infatti, di tutelarsi rifiutando di concedere finanziamenti a chi ha già fatto più richieste nello stesso periodo o non è riuscito a saldare il proprio debito. Cosa fare allora di fronte a un rifiuto?

Innanzitutto bisogna considerare che anche il rifiuto di un prestito viene segnalato in Crif, la società che gestisce il più importante sistema di informazioni creditizie (Sic) in Italia, e lì vi rimarrà per un certo periodo. In genere è necessario attendere un mese prima di poter richiedere un nuovo prestito. Prima, però, di avanzare una nuova richiesta, è bene capire il motivo per cui l'istituto di credito ha respinto la vecchia. Solo in questo modo saremo certi di aver trovato la giusta alternativa al rifiuto.

Se la causa risiede nell'eccessivo indebitamento del cliente, è bene ricorrere ad un'operazione di consolidamento debiti, in modo da rendere più facile l'accesso al nuovo credito. Se, invece, il rifiuto è dovuto alla mancanza di garanzie reddituali sufficienti, è opportuno, prima di effettuare una nuova richiesta, trovare un garante che sia disposto a coprire eventuali inadempienze da parte del richiedente.

Per chi, infine, è stato iscritto nell'elenco dei cattivi pagatori a seguito della mancata restituzione di un prestito, ottenere un nuovo finanziamento è ancora più difficile. In questi casi, infatti, le tempistiche per accedere a una nuova richiesta si allungheranno (fino a 36 mesi) a seconda del gravità dell'insolvenza. Esistono, tuttavia, anche prestiti per i protestati. La soluzione più semplice è sicuramente la cessione del quinto: lo stipendio del richiedente fungerà da garanzia all'ente finanziatore, che trattiene la rata mensile direttamente dalla busta paga del debitore.