Quest'anno le spese scolastiche hanno toccato picchi davvero elevati, raggiungendo una media di 548 euro a famiglia. Per far studiare i propri figli una famiglia su cinque (il 28%) è stata dunque costretta ad attingere ai propri risparmi o a richiedere un finanziamento. Per aiutare genitori e studenti moltissime banche hanno pensato a dei finanziamenti su misura per chi studia. Questi prodotti specifici per le spese di scuola ed università sono al centro di un'inchiesta svolta da Altroconsumo, che ha evidenziato che solo in due casi sui sei esaminati questo tipo di prestito offre davvero condizioni agevolate.

Sono principalmente due i fattori che differenziano i prestiti per studenti rispetto ad altre categorie di finanziamento: la polizza e il taeg. Inoltre bisogna tener conto che, in alcune banche, per chiedere il prestito bisogna obbligatoriamente essere correntisti. Dall'indagine è emerso che solo in due casi sui sei esaminati dall'associazione, il il finanziamento era davvero a tasso zero, quelli della Banca delle Marche e Banco Popolare. Gli altri, invece, avevano un taeg diverso dallo zero per la copertura delle spese.

Il taeg oscilla tra il 3,66% di Banca Popolare dell'Emilia Romagna, il 7,126% di Banca Popolare di Milano e l'11,75% di Poste Italiane. Particolarmente vantaggioso, ma solo a prima vista, il taeg dell'1,104% offerto dal prestito studenti della Banca Popolare di Vicenza. In realtà il vantaggio diminuisce se si considera che per usufruire di questo tasso è necessario essere titolari di un conto corrente presso la Banca, con accredito dello stipendio e addebito diretto di due utenze.

Al taeg va poi aggiunta, se si paga, l'imposta di bollo pari a 14,62 euro per prestiti fino a 18 mesi, che si trasforma in imposta sostitutiva dello 0,25% del capitale erogato per le durate superiori. Tra le spese aggiuntive vanno poi considerate quelle di istruttoria, di incasso rata, invio comunicazioni e gli interessi, che ovviamente variano da un istituto all'altro.

Altroconsumo mette in guardia i consumatori anche dalle polizze sui prestiti. Il recente Decreto Liberalizzazioni ha rivoluzionato il settore delle assicurazioni legate a mutui e prestiti. La banca, infatti, non può essere beneficiaria della polizza che vende e nel caso in cui preveda la stipula di un'assicurazione come requisito necessario alla concessione del finanziamento, deve fornire due preventivi di due compagnie a cui non è legata da accordi commerciali. Il cliente ha a disposizione 10 giorni lavorativi per cercare una copertura alternativa, che l'istituto di credito è obbligato ad accettare. "In tutte le offerte che abbiamo analizzato - spiega l'Associazione - la polizza vita era facoltativa, o almeno così risulta dai siti delle banche. In generale, visto il capitale ridotto e la durata minima del prestito, una polizza vita è da sconsigliare".