"Nel primo semestre del 2012 lo stock dei fidi alle imprese è calato da 995 miliardi a 982 miliardi rispetto a dicembre 2011; nel medesimo periodo i crediti inesigibili per insolvenza sono aumentati di 5 miliardi euro": a rivelarlo un documento ufficiale della Banca d'Italia, le cui considerazioni, lette in combinato disposto con quanto diffuso in questi giorni dalla BCE sui prestiti forniscono un'esatta quanto drammatica fotografia della congiuntura economica attualmente riferibile all'area dell'Euro.

Stando ai dati diffusi dalla Banca d'Italia, lo stock dei fidi alle imprese con riguardo al primo semestre 2012 è calato di ben 13 miliardi rispetto al dicembre del 2011; andando al di là del pur significativo dato numerico, il decremento testimonia le profonde difficoltà nelle quali oggi versano migliaia di imprese italiane, ormai sostanzialmente incapaci di rendere con puntualità i prestiti incassati e di conseguenza impossibilitate ad ottenerne dei nuovi.

Il calo registrato in termini percentuali si attesta all'8,7%, in palese aumento rispetto al 5,48% fatto registrare nel giugno 2010. Il poco invidiabile record di settore più sofferente spetta al tessile-abbigliamento, in merito al quale si registra un rapporto prestiti/sofferenze pari al 17%; ad occupare gli altri gradini del podio il settore del legno-arredo (13,2%) e quello edilizio (10%). Come protetti da una teca anti crisi sistemica sono invece apparsi i produttori di energia, con riferimento ai quali non si segnalano grossi squilibri nel rapporto di cui sopra.

La crisi è tutta nei numeri: su 439 miliardi di prestiti erogati, i settori edilizia, immobili e commercio presentano 43 miliardi complessivi di crediti inesigibili per insolvenza. Il dato testimonia come fossero in definitiva esatte le previsioni formulate lo scorso mese e riportate all'interno del bollettino mensile dalla Bce, stando alla quale il rischio insolvenza si sarebbe annidato nelle imprese italiane piuttosto che in quelle appartenenti alle altre nazioni dell'euro zona: "I tassi attesi di insolvenza sono cresciuti e stanno crescendo in modo particolarmente pronunciato per le imprese italiane, laddove viceversa l'incremento risulta particolarmente moderato con riferimento alle imprese olandesi e tedesche". Cronaca di un disastro annunciato verrebbe da dire…