La contrazione dei consumi è ancora molto forte. Lo confermano i dati ABI, Assofin e Istat, secondo cui la capacità d'acquisto delle famiglie italiane si è ridotta progressivamente con il dilagare della crisi economica. Se fino al 2009 la richiesta di prestiti personali, finanziamenti per acquisti rateali e persino prestiti per andare in vacanza, era costantemente aumentata, quando la crisi ha iniziato a far sentire i suoi effetti, tra il 2009 e il 2010, questa tendenza si è arrestata. Nel 2009 l'indebitamento era pari a 4.618 euro a famiglia e 1.910 euro a individuo. Oggi, invece, risulta pari a 4.280 euro a famiglia e 1.783 euro a individuo, segnando una diminuzione del 7%.

Stando alle previsioni dell'Osservatorio Nazionale Federconsumatori, l'indebitamento totale delle famiglie potrebbe passare da poco più di 112 miliardi di euro registrati nel 2011 a 107,1 miliardi di euro per il credito al consumo stimati per il 2012. Federconsumatori e Adusbef fanno notare, infatti, che il ricorso all'indebitamento è diventata la pratica più diffusa tra gli italiani per colmare la perdita di potere di acquisto e mantenere lo stesso standard di vita.

Secondo l'Osservatorio Nazionale Federconsumatori il calo del credito al consumo, stimabile intorno al 5% per il solo 2012, è la diretta conseguenza della crisi economica. Se si osservano i dati relativi alla consistenza debitoria, si noterà, infatti, che nell'arco di 7 anni questa è raddoppiata, passando da circa 50 miliardi del 2002 a 115 miliardi del 2009. Questo trend ha registrato però una progressiva frenata a partire dal 2009- 2010, con l'aggravarsi degli effetti della crisi economica