L'Abi da mesi ormai registra il calo dei prestiti a famiglie e imprese, che continua a incidere sulla recessione economica. Normalmente si è portati a pensare che un calo dei prestiti che vengono concessi alle famiglie, corrisponda ad un maggior benessere di chi potenzialmente potrebbe richiederli, o ad una stretta creditizia dei finanziatori. Le cose non stanno proprio così anzi, fondamentalmente è proprio il contrario. Le cause principali sono due. La prima risiede in un calo dei consumi, soprattutto nei due grandi settori in cui i prestiti dominano, vale a dire l'edilizia e l'automobile.

La stagnazione delle transazioni prima ed il loro calo poi, nel settore delle costruzioni, ovviamente non permette di accrescere i finanziamenti per l'acquisto, come analogamente avviene nel settore dell'auto, in cui, il calo delle vendite di questi ultimi mesi è stato veramente da record. Basti pensare al crollo delle autovetture Fiat (-22%) con la necessità, da parte della casa torinese, di immettere nuovi modelli sul mercato.

La seconda causa risiede in una lenta saturazione di coloro che, specialmente in questi ultimi 5 anni, hanno dovuto inevitabilmente indebitarsi anche su più fronti. La famiglia italiana, per poter comprare, deve disporre di maggiori entrate rispetto a quelle attuali. Questo vale anche per gli acquisti a rate con finanziamenti, con i quali i consumatori, potrebbero andare incontro a duri sacrifici, maggiori di quelli attuali, già molto pesanti.

Come avviene spesso in questi casi, in assenza di adeguati stimoli alla crescita da parte del governo (che è un sicuro rimedio), è il mercato che cerca lentamente di adeguare i beni e servizi ai bisogni dei consumatori. Ma anche i finanziamenti si stanno proponendo con sempre maggior vivacità pubblicitaria, specialmente verso le categorie con redditi continuativi e certi.