La notizia della richiesta di prestiti da parte della Spagna per la ristrutturazione del suo sistema bancario è stata accolta con favore dagli investitori europei. Dopo la riposta positiva da parte dell'Eurogruppo, che ha assicurato il suo sostegno al Governo di Madrid, oggi anche i listini hanno aperto la settimana con il segno positivo. Ora, però, gli interrogativi che riguardano anche il nostro Paese si concentrano sul costo di questa nuova operazione di prestito "anti-crisi" per cui saranno resi disponibili per le banche iberiche fino a 100 miliardi di euro.

Come sottolineato da un articolo del Corriere della Sera, ora il problema è capire quanto le prese di posizione della Ue peseranno anche sulle tasche dell'Italia. Anche se ancora non si possono avere delle cifre precise, perché i termini dell'accordo con Madrid saranno definiti nella riunione Econfin del 20-21 giugno, circolano già voci di somme preoccupanti. Gli aiuti alla Spagna, infatti, seguono quelli già dati negli ultimi due anni agli altri Paesi che si sono trovati in difficoltà: nel 2010 hanno rappresentato 3,9 miliardi (0,3% del Pil). Nel 2011 la cifra si è alzata a 9,2 miliardi (0,6% del Pil): con questa somma sono arrivati aiuti a Portogallo, Grecia e Iralanda. Nel 2012 il Governo ha stimato che la cifra complessiva per i finanziamenti a Grecia, Irlanda e Portogallo dovrebbero raggiungere i 29,5 miliardi. Ora si dovrà vedere se il nuovo maxi-prestito spagnolo porterà o meno a un appesantimento del conto per l'Italia stessa.

Per ora, come evidenziato dal Corriere della Sera, si parla già di un costo che supera i 48,2 miliardi di euro; nei prossimi anni la cifra è destinata ad aumentare ulteriormente a fronte delle rate destinata al fondo Esm che si aprirà a luglio. La crisi che sta attraversando l'area Euro si può misurare proprio alla luce dei continui esborsi che i singoli Stati devono sostenere per salvare l'eurozona stesso. Si tratta di cifre importanti e che destano non poche preoccupazioni in tutti gli Stati dell'Unione. Per aver un quadro più definiti della situazione bisognerà quindi aspettare l'esito del voto in Grecia, la linea comunitaria degli Stati e l'esito della richiesta di Madrid.