Per ora il tasso di riferimento per i 17 Paesi Uem rimane invariato all'1% e non cambiano nemmeno il tasso sui depositi (0,25%) e quello marginale (1,75%). La decisione, annunciata dal presidente della Bce Mario Draghi in conferenza stampa dopo il Consiglio direttivo, è stata "presa a maggioranza, anche se una maggioranza molto ampia".

Con questa decisione, la Bce ha dimostrato di voler intraprendere una politica attendista. In attesa di quanto accadrà nel corso del vertice dei capi di Stato e di governo di fine mese, la Banca Centrale ha deciso di aspettare.

"Non possiamo riempire i vuoti di azione di altre istituzioni", questo è quanto ha affermato Draghi aggiungendo: "Alcuni dei problemi dell'area euro non hanno a che vedere con la politica monetaria", per questo tocca ai Governi dei singoli Statti decidere "se proseguire sulla via dell'integrazione europea o no".

Per ora la Bce, che l'anno scorso ha deciso di intraprendere una politica monetaria volta al sostegno delle banche europee tramite le due maxi operazioni di prestiti a lungo termine di dicembre e febbraio, non ha ritenuto utile né abbassare i tassi, né una terza iniezione di liquidità per gli istituti di credito.

A questo proposito Draghi ha tenuto a precisare, però, che la Bce "continua a monitorare la situazione attentamente" e che nei prossimi mesi è pronta ancora a intervenire con un altro maxi-prestito a lungo termine, ma prima vuole valutare l'operato dei Governi.

Mentre l'ultima operazione di prestito non ha ancora mostrato a pieno i suoi effetti, Draghi non ha nascosto che la "graduale ripresa" è soggetta a "rischi al ribasso" sulla crescita nell'area Euro che "sono aumentati". Nonostante i "significativi progressi" nel consolidamento fiscale degli Stati membri, le prospettive appaiono ancora molto incerte. La previsione di crescita rimane invariata e si attesta per il 2012 tra il -0,5% e lo 0,3% e l'inflazione, in linea con gli obiettivi della politica monetaria, rimarrà sopra il 2%. Draghi ha anche tenuto a precisare che la situazione è molto diversa da quella del 2008 dopo il fallimento di Lehman Brothers, in cui il mercato finanziario è stato a un passo dal collasso, nonostante la preoccupazione rimanga ancora alta. Infine Draghi ha affermato che la Bce continuerà a garantire liquidità "illimitata" al mercato per tutto il 2012, e "almeno fino al 15 gennaio 2013".