Gli istituti di credito nazionali ieri hanno ricevuto un'altro pesante colpo: Moody's ha declassato il rating di 26 banche italiane, 5 delle quali sono grandi gruppi. In una nota degli analisti si legge: "I rating delle banche italiane sono adesso tra i più bassi nei Paesi dell'Europa avanzata e riflettono la vulnerabilità di queste banche in contesti operativi sfavorevoli, in Italia e in Europa". La società sottolinea in particolare come sulla decisione sia pesato "il ritorno dell'Italia in recessione e le misure di austerità del governo che riduce la domanda a breve termine" e non lascia spazio a prospettive positive per il futuro, per cui ci sarebbero "diversi fattori che potrebbero causare ulteriori aggiustamenti al ribasso".

Il giudizio risulta negativo per tutte le banche e son stati coinvolti anche alcuni tra i maggiori gruppi nazionali tra cui Intesa San Paolo, banca Mps e Unicredit. Entrando nel dettaglio, Moody's ha tagliato il rating di 10 banche di un gradino, di due gradini per 8 istituti, di tre gradini per altri 6 e di quattro gradini per altri 2 istituti. L'agenzia ha anche fatto sapere che "la portata dei downgrade è stata limitata da alcuni fattori", tra cui i maxi-prestiti ricevuti dalla Bce, che hanno "ridotto significativamente il rischio default nel breve termine".

La valutazione di Moody's preoccupa non solo gli istituti, ma anche i consumatori che temono in un ulteriore peggioramento delle condizioni di finanziamenti e prestiti che già in questi mesi hanno reso sempre più difficile l'accesso al credito da parte di privati e famiglie. L'Abi da parte sua non ha tardato a far sentire le sue dure parole di reazione. Per l'associazione bancaria si tratta di una decisione "irresponsabile, incomprensibile, ingiustificabile", una vera e propria "aggressione all'Italia, alle sue imprese, alle sue famiglie, ai suoi cittadini". Ancora una volta le agenzie di rating si confermano come un elemento di destabilizzazione dei mercati con giudizi parziali e contradditori".

Oggi, all'ordine del giorno nel corso della riunione del Comitato esecutivo a Milano, si parlerà proprio di questo declassamento ''al fine di valutare collegialmente tutte le azioni da adottare, in ogni sede, per tutelare i legittimi interessi dell'economia italiana, così gravemente lesi dalle decisioni delle agenzie di rating".