A marzo si è assistito a un rallentamento nel calo della domanda di prestiti da parte delle famiglie italiane. Dopo una forte contrazione nei primi mesi dell'anno (-15% a gennaio e -17% a febbraio), il terzo mese del 2012 ha fatto registrare un dato più "positivo": -9%. Nonostante si tratti ancora di un dato negativo, infatti, si vede un leggero cambio di tendenza che, però, ha affermato Enrico Lodi, Direttore Generale Credit Bureau Services di CRIF, "non deve essere interpretato come una inversione di tendenza" poiché ci si trova ancora "in una fase di aspettative confuse".

Questo è quanto emerge dall'analisi del patrimonio informativo di EURISC - Il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che prende in considerazione dati relativi a più di 78 milioni di posizioni creditizia. L'analisi mostra anche che rispetto allo stesso periodo del 2011 si è avuto un calo della domanda più contenuto.

Allargando lo sguardo all'andamento della domanda di prestiti nei primi tre mesi dell'anno, i dati Crif, mostrano come ci sia comunque stato un calo a due cifre sia rispetto al 2011 (-14%), che rispetto al 2012 (-24%) rispetto al 2008, anno in cui la crisi economica non aveva ancora fatto sentire i suoi effetti.

Ritornando a considerare i dati relativi a marzo 2012 e facendo un confronto tra i dati ponderati sui giorni lavorativi rispetto allo stesso mese del 2011, si nota come quest'anno i prestiti personali abbiano avuto una tendenza meno negativa (-7%) rispetto ai prestiti finalizzati (-10%). Entrando più nel dettaglio si conferma l'alta concentrazione (60%) di prestiti di importo medio-basso (5.000/20.000 euro), mentre, per la durata dei finanziamenti, continua a crescere classe oltre i 5 anni (24%).