Se la situazione delle famiglie rispetto alla richiesta di prestiti in questo periodo non è delle migliori, non se la passano certo meglio le imprese del nostro Paese. Secondo un'indagine di Fondazione Impresa su un campione di 1200 aziende con meno di 20 addetti, il 43% di queste, quasi una su due, ha rilevato delle difficoltà nella richiesta di finanziamenti. Andando un po' più nel dettaglio, l'analisi ha evidenziato che ad avere "alcune difficoltà" sono state il 24,7% delle piccole imprese, il 14,1% hanno riscontrato "molte difficoltà", mentre il 4,5% si è visto rifiutare le richieste di credito.

A sorpresa è emerso che sono soprattutto le imprese del Nord ad aver avuto le maggiori difficoltà rispetto a quelle del Centro e del Sud (48,2% vs il 43,3% della media nazionale). Dai risultati, inoltre, è stato evidenziato che "nella maggioranza dei casi (57,1%) le piccole imprese richiedono credito per superare la fase di crisi e gestire la mancanza di liquidità". Questi dati mostrano che le richieste di finanziamenti da parte delle piccole imprese, non servono per fare investimenti, ma per gestire tutte le normali operazioni quotidiane, quali il pagamento dei dipendenti, dei fornitori e delle imposte. Per questo motivo la stretta del credito da parte degli istituti, non solo mina la crescita della realtà imprenditoriale italiana, ma rischia di colpire la sua stessa sopravvivenza.

I ricercatori di Fondazione Impresa sperano che "il fenomeno del credit crunch venga mitigato con azioni a sostegno delle piccole imprese, il vero motore dell'economia reale del paese. I decreti ministeriali emanati per accelerare i pagamenti delle Pubbliche amministrazioni rappresentano comunque un primo passo per garantire liquidità alle piccole imprese e migliorare l'accesso al credito". Proprio nei giorni scorsi, infatti, Governo, Abi e imprese hanno siglato un accordo che prevede lo stanziamento di 20 miliardi di euro per favorire finanziamenti e investimenti alle pmi