"Vi sono segnali che il miglioramento delle condizioni di liquidità della banche stia favorendo l'offerta di credito" queste sono state le parole pronunciate in occasione dell'assemblea annuale di Bankitalia dal Governatore Ignazio Visco. Il numero uno di Palazzo Koch, in relazione alla situazione dei prestiti e delle banche nel nostro Paese, ha precisato che negli ultimi 12 mesi "i prestiti delle banche italiane al settore privato sono aumentati dell'1,3 per cento. […]Nel primo trimestre di quest'anno hanno ristagnato, sono cresciuti in aprile" , per questo, ha aggiunto, "non è corretta" la critica alle banche "di essere disattente alle esigenze dell'economia" visto che "sono esposte in misura rilevante nei confronti delle famiglie e delle imprese meritevoli di credito anche se in difficoltà".

Visco ha però anche sottolineato come "la dinamica effettiva dei prestiti non riflette solo fattori di offerta, ma anche la debolezza congiunturale della domanda e il deterioramento della qualità del credito". A questo proposito Visco ha parlato di uno svantaggio al sistema economico italiano che dipende dalla dipendenza dei debiti a breve temine. "In Italia il 38 per cento dei prestiti alle aziende ha durata non superiore ai 12 mesi; la quota è del 18 per cento in Germania e in Francia, del 24 nella media dell'area dell'euro" Questa maggiore dipendenza delle imprese italiane nei confronti dei finanziamenti a breve termine indica di fatto una debolezza del sistema perché questo tipo di prestiti servono più che altro per pagare le spese di gestione e non sono destinate agli investimenti, che rappresentano lo spiraglio di crescita .

Visco, nelle Considerazioni finali, non ha nascosto anche la complessità e la difficoltà del quadro economico in cui ci troviamo. Parlando della situazione che stiamo attraversando, ha affermato che si tratta di una crisi di "gravità eccezionale" e la via d'uscita "non sarà breve". "Per l'Italia il 2012 non potrà che essere di recessione", con una caduta del Pil "contenuta dall'1,5%". Per cui "la politica deve assicurare la prospettiva di un rinnovamento profondo che coltivi la speranza, vada incontro alle aspirazioni delle generazioni più giovani".