Disoccupazione in aumento, grande incertezza nel contesto economico europeo e possibilità di ulteriori sviluppi negativi nei prossimi mesi. Questo è il quadro che emerge dal Bollettino di maggio della Banca Centrale europea che, però, individua anche uno spiraglio positivo per i prossimi mesi nelle "indicazioni del procedere della ripresa su scala mondiale" e nell'allentamento "dei criteri applicati dalle banche dell'area dell'euro per la concessione di prestiti a società non finanziarie e famiglie" che si è verificato nel primo trimestre dell'anno rispetto a fine 2011, anche per effetto del miglioramento delle condizioni di finanziamento delle banche, pur a fronte di una domanda di credito rimasta modesta a causa della debolezza dell'attività economica".

La Bce, nonostante la stabilizzazione delle condizioni finanziarie nell'Eurozona in questi primi tre mesi dell'anno, guarda con preoccupazione in particolare alla situazione del mercato del lavoro: le stime per il 2012 parlano di un tasso di disoccupazione in aumento, passando dal 10,6% delle proiezioni di tre mesi fa all'11% di oggi. E le prospettive per i prossimi mesi parlano di "ulteriori sviluppi negativi nel prossimo futuro".

La Bce, nel sottolineare la situazione di incertezza in cui rimane l'intera Area euro, ha esortato i Paesi a porre tutta la loro attenzione verso la crescita, attraverso l'applicazione di riforme strutturali incisive che vadano a favorire "le attività imprenditoriali, la nascita di nuove imprese e la creazione di posti di lavoro". Solo in questo modo si può avere un rafforzamento del mercato del lavoro, che, altrimenti, è destinato a indebolirsi ulteriormente, con un effetto negativo che si rifletterebbe sulla condizione economica di famiglie e imprese.

L'Eurotower sembra utilizzare toni imperativi verso gli Stati dell'Unione: risanamento dei conti pubblici, crescita e riforme sono necessarie per rafforzare la situazione dell'Europa. Le prospettive economiche di graduale ripresa previste per quest'anno, infatti, "restano soggette a rischi al ribasso, che riguardano in particolare l'intensificarsi delle tensioni nei mercati del debito dell'area dell'euro e la loro potenziale propagazione all'economia reale dell'area, nonchè ulteriori rincari delle materie prime".

La Bce, inoltre ha invitato ancora le banche a non dimenticare il loro ruolo in questa fase di crisi e a "rafforzare ulteriormente la propria capacità di tenuta anche attraverso l'accantonamento degli utili", perché occorrerà del tempo affinché le misure non convenzionali dell'Eurosistema esplichino appieno i loro effetti favorevoli e abbiano ricadute positive sulla crescita dei prestiti quando si registrerà una ripresa della domanda".