Situazione nera per le piccole e medie imprese. Il Rapporto 2012 dell'Ocse sul finanziamento delle Pmi mostra un quadro particolarmente negativo: in particolare si evidenzia una crescita del numero dei fallimenti, che tra il 2007 e il 2010 sono passati da 11,2 fallimenti ogni 10 mila imprese a 20,3. Secondo i dati del Rapporto l'anno peggiore è stato il 2009, tranne che per Canada, Corea e Portogallo.

Fallimenti Pmi

Nel corso del 2010 le aziende che hanno dovuto chiudere i battenti "hanno continuato ad aumentare in Danimarca, Ungheria, Italia, Slovacchia e Svizzera. Hanno invece continuato a diminuire in Finlandia, Francia, Olanda, Svezia e Regno Unito, sebbene rimangano ancora superiori ai livelli del 2007", questo è quanto si legge nel Rapporto.

Finanziamenti Pmi italiane

Sul fronte dei prestiti si nota come sia basso l'accesso al credito delle Pmi italiane, nonostante queste rappresentino il 99,9% del totale delle aziende ed occupino l'80% della forza lavoro.

I numeri parlano chiaro:nel 2010 i prestiti concessi alle PMI nel nostro Paese hanno costituito il 19% del totale dei finanziamenti concessi alle imprese (26% della Francia, il 29% degli USA ed il 77% del Portogallo). La distribuzione dei prestiti bancari nel 2010 ha visto destinare il 40% del credito alle grandi imprese, il 26% al credito al consumo, il 14% al settore pubblico, il 9,6% alle istituzioni finanziarie) e solo il 10% alle PMI. Fatto positivo è che il tasso di crescita dei prestiti alle Pmi italiane, che è passato dal 2,2% del 2008 al 6,6% del 2010, mentre è diminuito in Finlandia, Nuova Zelanda, Portogallo, Slovenia, Regno Unito e Svezia.

A livello generale, nell'intera zona Ocse "le Pmi hanno affrontato condizioni nei prestiti più severe rispetto alle grandi aziende, sotto forma di maggiori tassi di interesse, minore durata e con l'aumento delle garanzie richieste".