Gli effetti della crisi si ripercuotono anche sull'importo dei prestiti che nel corso del 2011 risulta essere mediamente calato per tutte le tipologie di finanziamento. Questa contrazione delle somme richieste, che comprende sia i prestiti personali che quelli finalizzati, riflette la situazione economica particolarmente difficile degli italiani. La mancanza di liquidità e il crescere delle incertezze del mondo del lavoro sono state le maggiori cause della crisi che ha colpito anche il mercato dei prestiti, che ha visto un duplice calo: sul fronte della domanda e su quello dell'erogazione.

Secondo i dati raccolti da Crif Decision Solutions sull'importo medio erogato per le forme di credito, i prestiti finalizzati hanno fatto registrare una contrazione dell'importo medio del -6,12% (circa 300 euro in meno rispetto al 2010) e i mutui del -1,91% (3.000 euro in meno rispetto al 2010). L'importo medio dei prestiti personali, invece, si mantiene piuttosto stabile (-0,01%): questa forma di prestito, si conferma quindi la più richiesta dagli italiani, perché risulta essere quella più facilmente adattabile alle esigenze di ciascuno. Nel 2011, infatti, la qualità del credito è migliorata, soprattutto per via di una maggiore attenzione dei consumatori nelle scelte relative ai finanziamenti.

Le netta contrazione dei prestiti finalizzati, invece, appare influenzata dall'andamento dei consumi durevoli, che nel quarto trimestre del 2011 sono calati del -7,1% rispetto allo stesso periodo del 2010. Il mercato dell'auto appare quello più in crisi: nel 2011 ha registrato un calo delle immatricolazioni del -10,3%, che si aggiunge alla contrazione dell'8% dell'anno precedente.

Daniela Bastianelli, Research & Innovation di CRIF Decision Solutions ha spiegato: "Nel 2011 le dinamiche a livello nazionale degli importi medi erogati seguono lo stesso trend di contrazione sebbene con intensità diverse. La congiuntura negativa ha infatti avuto un riflesso importante anche sul mercato del credito; in particolare, nel secondo semestre 2011 la crisi dei debiti sovrani, il declassamento dell'Italia e la contrazione del Pil hanno generato una situazione critica dal punto di vista sia dell'offerta che della domanda di credito".